Programmi Tv da salvare… e quelli da lasciare ancorati all’anno che se ne va

Tempo di bilanci. Ebbene sì, c’è sempre con la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo quell’attimo di riflessione, quasi di raccoglimento in cui si [...]

Tempo di bilanci. Ebbene sì, c’è sempre con la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo quell’attimo di riflessione, quasi di raccoglimento in cui si fa la “spunta” di ciò che si vuole portare con sé e ciò che invece si vuole ancorare solo e soltanto al passato. Quale occasione migliore di fare un bilancio di questa annata televisiva, con ironia e un pizzico d’irriverenza?

Cara, acciaccata ma fascinosa TV porto con me nel 2010 l’energia del Festival di Sanremo ideato e condotto da Paolo Bonolis: ottima struttura narrativa, ospiti funzionali, canzoni discrete, con l’acuto della rivelazione Arisa; la vivacità di due giovani conduttori quali l’incontenibile Victoria Cabello, sempre ficcante e mai banale (Victor Victoria) e Francesco Facchinetti sempre più adulto e a suo agio nel ruolo di conduttore e veicolatore di buona musica (X Factor). Ancora, la conferma dell’importanza nei palinsesti del genere “inchiesta”: da Milena Gabanelli con Report a Riccardo Iacona con Presa Diretta, passando da Striscia la notizia (più nazionalpopolare) a Le Iene, che – salvo qualche scivolone sul tema sesso – riesce ancora a raccontare verità scomode. La sperimentazione realizzata da pochi, ma quando c’è stata è risultata più che vincente: da Romanzo Criminale di Sky, fiction scritta, diretta e recitata con maestria cinematografica; a Sugo,“idea visionaria” di Carlo Freccero per Rai4, il fiore all’occhiello del digitale terrestre Rai a Roberto Saviano con il suo portare il teatro in tv attraverso l’eleganza di Che Tempo che fa. Luciana Littizzetto: quarto d’ora imperdibile e irrinunciabile del programma di Fabio Fazio; la tenacia della squadra di Quelli che il calcio, che con Simona Ventura da dieci anni si reinventa di stagione in stagione; la genialità di Piero Chiambretti (Chiambretti Night) con la creazione di maschere sempre nuove;  l’arte di Maria De Filippi nello scrivere programmi di successo.

Lascio invece alle mie spalle e vorrei, vorrei tanto che tu Scatola Magica, non ospitassi più il degrado dei salotti, prevalentemente domenicali, ma anche delle prime e seconde serate televisive, con rissa, urla e le peggio degenerazioni verbali; schieramenti di colpevolisti o innocentisti, gruppetti sapientemente disposti nello studio da avversari; l’accanimento mediatico nei confronti di scelte di vita e fenomeni sociali che non possono essere ridotti alla semplificazione del palcoscenico televisivo; tronisti, corteggiatrici, corteggiatori e troniste e generi affini; tg sempre più infarciti di cronaca nera e lontani dall’informazione pura; una politica ridotta a chiacchiericcio e voyeurismo con relativo linciaggio mediatico. E’ forse chiedere troppo a questo 2010? (Erika Brenna)

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag