“Andrà meglio” esclama l’ottimista sfogliando l’agenda 2010 donatagli dall’Istituto di credito “e poi, il fatto che la mia banca esista ancora… non è un dato positivo, questo?”. “Peggio di così è difficile”, ribatte colui che dell’ottimismo ha solo sentito sentito parlare e magari si guarda indietro, pensando a cosa, l’anno che ci sta lasciando, ha portato via con sé. Ha portato via una città millenaria come l’Aquila e con lei oltre 300 vite. In attesa del giorno – lontano – in cui l’ennesimo terremoto non mieterà più vittime, all’ottimista non resta che affidarsi alle statistiche:”Non si sono mai verificati due terremoti catastrofici a distanza di un anno, nel 2010 almeno questo non accadrà”, si racconta e nei suoi occhi brilla la luce di un futuro migliore. “Terremoti no, ma frane sì”, replica l’uomo dall’animo incupito e pensa alle frazioni di Messina distrutte dalla pioggia autunnale.
Il tempo toglie subito e restituisce solo sulla distanza. Non è una verità scientifica, anzi per il secondo pricipio della termodinamica è vero solo che il tempo toglie, in quanto alla restituzione c’è solo da sperare nel fattore umano ed in una rateizzazione conveniente. Ma buonsenso ed un certo ottimismo statistico suggerirebbero che tra i nati del 2009 ci dovranno essere sicuramente artisti, scienziati e un tot di uomini d’ingegno; magari tra di loro c’è anche l’uomo (o la donna) che sconfiggerà definitivamente le malattie. Ipotesi di una restituzione che avverrà tra qualche decennio buono. La certezza è invece che il 2009 è stato – come tutti quelli che l’Onnipotente ha mandato in terra – un anno di addii. Un anno che ricorderemo per alcune scomparse che ci fanno più poveri.
Erano i primi di gennaio quando Giorgio Mondadori scompariva. Era il figlio di Arnoldo ed avava retto a lungo le sorti della casa editrice fondando almeno una decina di riviste. Era nato nel 1917, il mondo dell’editoria lo ricorderà con rammarico.
Il 9 febbraio sarà Eluana Englaro a lasciare questa terra.
Una morte troppo rumorosa ma che proprio per questo va ricordata.
Nello stesso mese, il 22 è Candido Cannavò a salutarci, l’ex direttore della Gazzetta dello Sport non farà neppure in tempo a seguire la centesima edizione del Giro d’Italia, il suo Giro. Il mondo del giornalismo in questo 2009 dice addio anche a Nantas Salvalaggio e a Nico Orengo.
Torniamo alla cronologia, il 4 marzo scompare il regista Salvatore Samperi, i più lo ricordano soprattutto per un film: Malizia del 1973. Ma il mondo del cinema e del tetro nei mesi successivi dirà addio anche a Luciano Emmer, Rosanna Schiaffino, Giulio Bosetti.
Uno dei conquistatori del K2 (1954), Achille Compagnoni, abbandona questo mondo il 14 maggio. Era nato nel 1914. Il giorno dopo muore Susanna Agnelli e con lei una generazione della più celebre famiglia italiana si dissolve.
E’ il 25 giugno, nel mondo s’è appena diffusa la notizia della morte dell’attrice Farrah Fawcett che le agenzie annunciano la scomparsa di Michael Jackson. Dal re del pop ad una regina assoluta della danza: Pina Bausch, coreografa tedesca muore il 30 giugno.
E’ appena passato il ferragosto che le cronache riportano della morte del decano dei critici cinematografici italiani: Tullio Kezich. Il 18 è invece Fernanda Pivano ad andarsene, la donna che aveva fatto amare l’America attraverso i suoi scrittori.
E dall’America, il 25, arriva la notizia della morte di Ted Kennedy, l’ultimo dei fratelli di questa dinastia che si votarono alla politica.
L’ 8 settembre, inaspettatamente, è Mike Bongiorno a uscire di scena. Di lì a poco avrebbe dovuto condurre su Sky un nuovo quiz.
Il 30 ottobre sul registro delle uscite viene scritto il nome di Claude Lévi-Strauss, antropologo e psicologo francese di fama assoluta, aveva 100 anni.
Due giorni dopo è la voce della poesia che si spegne, Alda Merini muore a Milano all’età di 78 anni.
Solo ieri, a Udine, all’età di 79 anni si è spento lo scrittore Carlo Sgorlon.
Tutti “andati”, ma non prima d’aver lasciato – ciascuno nel suo campo – qualcosa in eredità alle generazioni presenti e future.
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