Se mi trovano in salotto a leggere “Erika e Omar, come emularli evitando i loro errori” dicono che io si, che ho capito l’importanza della cultura. L’importante è che non metta sullo stereo la mia musica metal, perché Leo, poverino, ha bisogno di concentrazione. Da qualche tempo io e Tommy frequentiamo un gruppo di wiccan, sarebbe a dire streghe che cercano di riscoprire il loro legame profondo con la natura. A mamma glielo ho detto, una volta:
Vado a un sabba.
Ma cara, oggi è venerdì. E già che esci, passa a comprare le brioches al cacao per Leo che, poverino, è rimasto senza.
E’ lì, alla congrega, che mi sono venute le idee, quando hanno detto che ci sono giorni dell’anno così carichi di aspettative da rendere le magie praticate più potenti. Certo, in teoria streghe e stregoni wiccan dovrebbero limitarsi alla magia bianca, quella che non fa male a nessuno. Ma, come ha detto la prof di filosofia a proposito del pensiero di non so più chi
“Quando l’uomo scopre di detenere un potere avrà automaticamente la tentazione di abusarne.” E poi non si può proprio dire che uccidere Leo sia una pratica malvagia. Stiamo parlando della persona che proprio ieri non si è accorto della differenza tra le mie tavole di disegno tecnico e una tovaglietta per la colazione. Adesso ho dei solidi di rotazione guarniti al mascarpone e scaglie di cacao.
Non divaghiamo.
Ho deciso di ucciderlo con le pratiche wiccan per fruttare la carica magica che il 25 dicembre porta con sé. Prima che i cristiani lo rubassero per il loro bimbetto, era la festa del sole invitto e si facevano non so che riti in onore di Mitra. Pare prevedessero l’uccisione di bue. Leo assomiglia più a un maiale, ma spero che Mitra mi sia ugualmente grato.
Come piano principale ho deciso di usare le magia simpatica. E’ il principio per il quale tu puoi trasferire gli effetti che subisce una parte al tutto. In pratica si tratta di fare bamboline voodù su cui piantare spilloni.
Procurarsi una ciocca di capelli di Leo non è stato difficile.
Mamma ha allestito su una parete del salotto tutta una sorta di museo a Leo, c’è la foto del suo primo bagnetto, quella dei suoi primi passi, il suo primo compito in classe sufficiente (risalente alle quarta elementare), il pallone con cui ha iniziato a giocare a calcio (e per il quale è stato espulso dalla squadra dopo aver rotto il setto nasale all’arbitro durante la prima partita). C’è anche una ciocca dei suoi bei capelli biondi.
Ne ho preso qualche filo e li ho infilati al
centro di un grumetto di cera che poi ho modellato a forma di bimbo. Ho detto da qualche parte che la magia simpatica funziona meglio quanto più l’effige assomiglia a ciò che deve rappresentare, così gli ho disegnato gli occhi, il naso, la bocca e anche i capelli biondi.
Sarebbe andato tutto bene, se mia mamma non fosse venuta in camera mia ad appendere delle stupide decorazioni natalizie alla finestra.
Ha visto il bimbetto di cera, pronto per essere impalato, sulla mia scrivania.
- Ma cara! – ha esclamato – Hai fatto il Gesù bambino per il presepe!
Già. Mi ero dimenticata del piccolo incidente capitato l’anno scorso alla statuina del Gesù bambino. Quando Leo ha aperto i suoi regali ha scoperto che il modello di play-station giunta non era proprio quello desiderato. Allora ha agguantato tutta la sacra famiglia dalla sua capanna sul comodino, ceramiche di Capodimonte tanto vezzeggiate da mamma, e ha urlato:
- Così imparate a risparmiare sui miei regali! Avevo detto la play-statio wy3!
E le ha scagliate a terra.
Mamma ha pianto, papà è corso a sostituire il regalo e il nonno ha soccorso i feriti. Ha sentenziato che a Giuseppe sarebbe bastata una piccola protesi alla gamba, la Madonna, tanto, la si mette sempre un po’ sbilenca nella capanna e nessuno avrebbe notato la guancia sfregiata. Per il bambino decapitato, dalla testa infranta, però, non c’erano speranze.
Così adesso Leo è in bella mostra in mezzo al presepe, al posto d’onore. Ho pensato usarlo lo stesso, però… Bimbo trovato morto la mattina di Natale per un’inspiegabile ulcera sanguinante e varie emorragie interne e nel presepe un bambinetto di cera conciato come se fosse passato tra le mani di Vlad l’impalatore. Qualcuno alla fine avrebbe fatto il collegamento.
Già dall’inizio avevo pensato ad un piano alternativo. Ho letto in un libro che un buon assassino deve sempre progettare con grande anticipo un piano di riserva.
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