The best of 2009. I libri più premiati dell’anno
Tra pochi giorni anche il 2009 finirà, lasciando spazio al secondo decennio del secondo millennio. Nel frattempo, tiriamo le somme e cerchiamo di capire se questo anno che va a concludersi si è “comportato bene”… almeno dal punto di vista letterario.
Per quanto riguarda i libri che (forse) rimarranno nella storia della letteratura italiana, vale la pena di menzionare quelli che si sono fregiati del titolo di vincitori ai più importanti premi.
Il Premio Campiello ha incoronato vincitrice Margaret Mazzantini, con il suo romanzo dal titolo Venuto al mondo. La Mazzantini, per aggiudicarsi il premio, ha dovuto competere con finalisti di tutto rispetto, tra i quali Elena Loewenthal (Conta le stelle, se puoi), Andrea Vitali (Almeno il cappello), e con l’opera prima di Cesarina Vighy, intitolata L’ultima estate.
«Una mattina Gemma lascia a terra la sua vita ordinaria e sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere.»… queste le premesse che fanno da avvio al romanzo della Mazzantini, edito da Mondadori.
Passiamo al Premio Strega, ad accaparrarsi la prima posizione è stato Tiziano Scarpa (leggi la recensione),
con il suo Stabat Mater, edito da Einaudi.
A contendergli il podio Antonio Scurati, con il suo Il bambino che sognava la fine del mondo, edito da Bompiani, che si è guadagnato 118 vot, uno in meno rispetto ai 119 che hanno consetito a Scarpa di vincere. Ricordiamo poi L’istinto del lupo (di Massimo Lugli, edito da Newton Compton), e L’ultima estate (della già citata Vighy).
L’ottantesima edizione del Premio Viareggio, invece, ha premiato l’opere di Edith Bruck (Quanta stella c’è nel cielo), di Ennio Cavalli (Libro Grosso), e di Adriano Prosperi (Giustizia bendata)… le opere sono state premiate, rispettivamente, nella sezione narrativa, poesia, e saggistica…
Impossibile non citare – in questa veloce carrellata letteraria dei “best of 2009” – anche i Premi Letterari Bagutta e Bancarella.
Per quanto concerne il primo, il Premio Letterario Bagutta, segnaliamo soltanto il vincitore: Guido Rampoldi, con La mendicante azzurra, edito da Feltrinelli. «Oliver, detto Nix, lavora per le Nazioni Unite ed è alla sua prima missione in Afghanistan. Il paese è in mano ai talebani, regna il caos e gli attentati suicidi sono all’ordine del giorno. Nix lo sa bene, è preparato, ma non è pronto all’incontro che sconvolge la sua vita: una misteriosa mendicante avvolta in un burqa azzurro…». Temi attuali e mistero, in questo piccolo assaggio, invoglieranno di certo ad addentrarsi in questo libro, vincitore di uno degli storici Premi Letterari italiani che, in passato, fu assegnato a Sciascia, alla Ginzburg, a Primo Levi, e ad Italo Calvino.
Il Premio Bancarella, invece, ha assegnato l’alloro (su consiglio di 200 librai italiani) a Donato Carrisi, e al suo Il suggeritore, edito da Longanesi.
E dai premi letterari, questo è tutto. Certo, varrebbe la pena di dare un’occhiata anche alle classifiche di vendita per rendersi conto del fatto che, come spesso accade, non sempre critica e pubblico vanno d’accordo al 100%. Ma, in fondo, il bello sta anche qui… nel districarsi in questo spazio che si apre, tra ciò che è meritevole di un premio, e ciò che è semplicemente meritevole di attenzione. Quindi, non saremo noi ad indirizzarvi verso una qualsivoglia classifica. A voi la ricerca, e l’ardua sentenza. (Federico Di Leva)
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