Sherlock Holmes torna al cinema. Il detective odiato dal suo creatore non muore mai

Ma la storia di Holmes, a dispetto delle ossessioni di Conan Doyle (e qui, per amore di cronaca va detto che una certa scuola di [...]

Ma la storia di Holmes, a dispetto delle ossessioni di Conan Doyle (e qui, per amore di cronaca va detto che una certa scuola di pensiero ritiene che Holmes sia stato per lo scrittore il suo principale colpo di fortuna, altro che ossessione) prosegue oltre la morte del suo creatore, rinvigorita dalle serie televisive, dal cinema, dall’animazione ed anche dai videogames. E così, mentre in Italia proprio in questi giorni approda lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie, “che promette più arti marziali che pipa, violino e deduzioni”, basta andare a spulciare nei luoghi giusti per rendersi conto che il primo film su Sherlock Holmes è datato nientemeno al 1900, ma purtroppo è andato perduto. C’è da aggiungere che la settima arte (ed anche la tv) non solo riscrivono i racconti di Doyle, ma spesso elaborano nuove storie, come nell’ironico Soluzione 7 per cento, film del ’76 di Herbert Ross dove Holmes nel tentativo di liberarsi dalla dipendenza da cocaina va a Vienna a incontrare lo strizzacervelli Freud. Ci si chiede allora come abbia potuto l’alquanto snella produzione di Doyle, composta da quattro romanzi e 56 racconti, far diventare lo scontroso detective un figlio dell’immaginario popolare, creatura universale come solo certe grandi opere d’arte sono.

E dunque nella sua autonoma quanto immortale esistenza, Sherlock è come se si fosse impossessato di altri corpi, di altri volti. I migliori scrittori di gialli hanno dovuto, inevitabilmente, fare i conti col suo metodo deduttivo. “Il personaggio creato da Conan Doyle ha anche ispirato numerosi personaggi della letteratura e della televisione: ricordiamo Hercule Poirot, Ellery Queen, Nero Wolfe, Guglielmo da Baskerville (non a caso), protagonista de “Il nome della rosa” di Umberto Eco, Conan Edogawa, protagonista del manga Detective Conan di Gosho Aoyama, e il dottor Gregory House, protagonista della serie televisiva Dr. House – Medical Division” (Wikipedia) . E proprio lo scorbutico dottor House è quello che forse più assomiglia ad Holmes, o per meglio dire,  in House si assite ad una trasposizione piuttosto esatta di caratteristiche holmesiane. Entrambi nutrono una certa indifferenza verso i propri clienti, sono dipendenti da sostanze, per il detective è la cocaina, per il dottore sono gli antidolorifici a base di oppio, entrambi hanno un “difficile” rapporto con le donne; un Watson limitato ma di buonsenso con cui confrontarsi (per House incarnati dallo staff medico che lo affianca) ed un pericoloso nemico: Moriarty per Holmes ed il presidente del consiglio di amministrazione dell’ospedale per House.

Sir Arthur, ovunque si trovi in questo momento, si rassegni. A quando la prossima storia?      (Antonella Durazzo)

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