Sherlock Holmes torna al cinema. Il detective odiato dal suo creatore non muore mai

Difficile non solidarizzare col povero sir Arthur Conan Doyle. Dà alla luce un mostro, tal Sherlock Holmes: gli costruisce una personalità eccezionale, un’intelligenza sublime, gli cuce addosso trame impeccabili ritagliandosi per sé l’icona stessa del banale, un’alter ego che è una cristallina incarnazione dell’ovvietà come il dottor Watson, e come va a finire? Che la creatura, ingrata, gli ruba onori e tempo.

Già perché il povero sir Arthur, che peraltro era un medico, ha passato gran parte della sua vita a tentare di disfarsi, invano, dell’ingombrante creazione letteraria. Avrebbe voluto scrivere di fantascienza, lui, e magari cimentarsi nel racconto sul soprannaturale. E non che non ci abbia provato, ma…ma l’ingordigia di certi personaggi pare non avere fine, anzi raggiunge picchi talmente elevati da assicurare loro l’immortalità.

Siamo sul finire del secolo, il XIX, nell’incanto naturale delle cascate di Reichenbach, in Svizzera, si consuma un omicidio. Dopo pagine e pagine di frustranti sconfitte ad opera dell’insopportabile detective, l’arcinemico di sempre il Professor Moriarty, nel corso di un duello riesce ad avere la meglio su Sherlock Holmes. E’ la fine, anche se il cadavere non si troverà mai, perduto – pare -  nella schiuma delle imponenti cascate alpine. Accade ne  L’ultima avventura, racconto scritto intorno al 1892, il detective è morto, l’autore si è liberato dell’ingrato figliastro.

Ma niente è come pare, soprattutto se ci si trova a maneggiare senza sicura le armi del romanzo giallo. Al contrario della sua lettraria creatura, Arthur Conan Doyle è pressato da esigenze del tutto terrene, come ad esempio provvedere al suo sostentamento. E così, seppur a malincuore riporta Holmes dal regno dei più, scrive il Mastino dei Baskerville ambientandolo nel 1891, dunque un anno prima della presunta morte del detective, e per altri tre decenni buoni, anno più, anno meno, continua a narrare le imprese del celeberrimo segugio.

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