Sanremo History, a cura di Francesco Ruga

Sanremo History 1969 – 1971 Il Festival supera la maggiore età

Il cammino lungo i sentieri sonori di Sanremo e della canzone italiana continua. Francesco Ruga affronta tre anni cruciali nella storia del costume, il 1969, il 1970, il 1971, laddove, volente o nolente, anche il Festival risente dei cambiamenti in atto nel mondo.

1969: la luna agli americani, Sanremo alla Zanicchi

E venne il 1969, un anno per tanti aspetti fondamentale nella storia dell’umanità. Da un lato c’era l’America tecnologica e capace di portare l’uomo sulla Luna, dall’altro una potenza militarista impantanata nella “sporca” guerra del Vietnam. I giovani americani, presi tra questi due fuochi, cercavano delle risposte che fino a quel momento gli adulti non erano stati in grado di dare loro. Nacque forse proprio a Woodstock l’utopia pacifista e libertaria di un mondo diverso fatto di peace and love. Su La Stampa del 9 ottobre 2009 una recensione del film Motel Woodstock firmata A. Lk. ha messo a fuoco la realtà di quel’evento dell’agosto 1969, certamente un momento epocale, anche se effimero e irripetibile. Era stato sensazionale, infatti, vedere il fiume di giovani riversarsi verso il luogo del concerto e sostare per tre giorni sotto la pioggia torrenziale, rimanendo giocosamente e gioiosamente nel fango. Fu pure occasione ludica quella, ma rimane il fatto che dietro alle canzoni e agli interpreti c’era una voglia di cambiamento come mai si era visto fino ad allora.

Anche se con modalità e tempi più lenti, l’eco dei grandi cambiamenti in atto oltreoceano giunsero pure nel Belpaese. Così scrive Enzo Gentile: Augusto Daolio per i Nomadi, Maurizio Vandelli Per l’Equipe 84, Nico Di Palo per i New Trolls, Shel Shapiro per i Rokes sono i capofila di quella armata Brancaleone che sta per sovvertire i tanti cliché della musica italiana. Un nuovo ordine mondiale è alle porte. L’estate del 1969 tra lo sbarco sulla Luna e il Festival di Woodstock è una rampa di lancio speciale. Anche nella cinematografia si registrarono novità: Easy rider uscì nel 1969 e fu il manifesto della ribellione e della ricerca di una vita spericolata on the road.

In tutto questo bailamme, nel 1969 il Festival tagliava il traguardo della diciannovesima edizione, superando indenne la ventata di contestazioni d’ogni tipo. C’è da chiedersi quale sia la formula magica del successo di Sanremo, che rimane da anni la passerella più ambita dei cantanti. Anzi: ci sarebbe da chiedersi cosa rappresenti per noi la canzone, dietro cui si muovono molteplici interessi: di pubblico, di case discografiche, di mercato, di “gossip”. Nata come esternazione di sentimenti o stati d’animo di vario genere, la canzone ha via via assunto molteplici connotati: di protesta sociale, di canto liberatorio, di divertimento, di ‘scacciapensiero’, di gioco di parole. Quale tra tante interpretazioni sia la più corretta nessuno lo può dire. Gino Paoli, senza spaccarsi la testa dietro a troppi inutili intellettualismi, ha forse centrato la definizione più corretta: La canzone è un calcio in culo al pensiero, che ognuno può dare a modo suo, come e quando gli pare, in barba a chi l’ha scritta.

Il successo del Festival rimane inspiegabile a distanza di anni. Sopravvissuta alla contestazione degli anni Settanta, ai cambiamenti di mode e costumi, la manifestazione tuttora gode di una vitalità inesausta, quasi si ‘abbeverasse’ alla perenne fonte di giovinezza che accompagna le età migliori. Sfogliare le sue pagine è pure occasione per passare in rassegna un album di famiglia, con immagini di un’Italia che nel corso di oltre mezzo secolo si è trasformata, ha assimilato costumi e mentalità, rimanendo comunque fedele a se stessa e, per certi versi, immutata. Come scrive Gianni Borgna: La verità è che l’Italia è definitivamente cambiata, ma il festival non se n’è neppure accorto. Vive ormai del mito di se stesso. E’ sempre più autoreferenziale.

Tornando al 1969, da segnalare la nuova organizzazione di Ezio Radaelli, che sostituiva Gianni Ravera. Nuccio Costa e Gabriella Farinon furono i presentatori. Al primo posto, i collaudati Iva Zanicchi e Bobby Solo con Zingara, una canzone di grande successo, che sarebbe rimasta per sempre nella memoria del pubblico: Prendi questa mano zingara, dimmi pure che destino avrò…Dimmi che mi ama, dammi la speranza; solo questo conta ormai per me. Al secondo posto, Sergio Endrigo e Mary Hopkin con Lontano dagli occhi. Terzi Milva e Don Backy con Un sorriso. Clamorosa l’eliminazione dalla finale del “reuccio” Claudio Villa, in coppia con Mino Reitano, con Meglio una sera piangere da solo. La debuttante Nada, con la sua bravura e con la caratteristica voce rauca, costituì la sorpresa del Festival con la canzone Ma che freddò fa. Al debutto Lucio Battisti (in coppia con Wilson Pickett), che si fece notare per la sua personalità e per la canzone Un’avventura. Oltre ai citati Battisti e Nada, al debutto, tra gli altri, Riccardo Del Turco, I Dik Dik, Gabriella Ferri, Rosanna Fratello, Mal, New Trolls, Rita Pavone, Rocky Roberts, Steve Wonder. In estate, in Italia, fece scalpore la canzone di Serge Gainsbourg e Jane Birkin Je t’aime, moi non plus; venne esclusa dalla hit parade come oscena e fu sequestrato il disco: da lì il grande successo di ascolti ‘illegali’! Il 1969 fu l’anno della conquista della Luna da parte di Neil Armstrong e Edwin Aldrin: nuovi orizzonti si stavano aprendo. Ad agosto, a Woodstock, ecco il più grande incontro musicale di tutti i tempi. In Italia, a dicembre, iniziava la stagione delle bombe (che avviò la cosiddetta “strategia della tensione”) con la strage di piazza Fontana a Milano: il terribile attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura seminò morti e paure. L’anarchico Pinelli cadeva ‘misteriosamente’ dalla finestra della Questura di Milano mentre Pietro Valpreda veniva arrestato come presunto colpevole dell’attentato. Sempre a dicembre, fu firmato il contratto dei metalmeccanici grazie alla mediazione del ministro Donat Cattin: 40 ore di lavoro settimanali segnarono una svolta nell’organizzazione del lavoro. In Libia, iniziava l’era di Gheddafi con la su rivoluzione. Nel ciclismo vittoria di Gimondi al Giro d’Italia, secondo Michelotto, terzo Zilioli. Nel calcio il Milan conquistò la Coppa dei Campioni battendo 4 a 1 l’Ajax. La Fiorentina si aggiudicò lo scudetto davanti al Cagliari (secondo a pari punti col Milan).

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