Cambiano i tempi e su questo non c’è alcun dubbio. Una dimostrazione? Chi l’avrebbe detto, sino a qualche anno fa, che in Cina le autorità potessero concedere il permesso di apertura di un bar per omosessuali. Notizia, sia chiaro, più che soddisfacente per quella parte di mondo che non considera discriminatorio il dichiararsi omosessuale ma comunque non si può nascondere che è una sorpresa quando viene reso noto il Paese in cui è accaduto il fatto. Secondo l’agenzia Ansa che ha ripreso la notizia da “Nuova Cina“, “…ha aperto i battenti a Dali, una località turistica nella provincia dello Yunnan il primo bar per gay”. All’inaugurazione, giunta dopo un rinvio durato alcune settimane, aggiunge la nota d’agenzia, erano presenti una settantina di persone, in maggioranza gay, tra cui dieci volontari venuti da altre città della Cina. Zhang Jianbo, titolare del locale, ha comunque precisato che il suo bar dovrà assolvere anche ad un fine sociale. Combatterà infatti l’Aids spiegando come sia grave la sua propagazione e distribuirà preservativi gratuitamente ai clienti. Per la cronaca Zhang, 36 anni, e’ il direttore del Dipartimento Dermatologico dell’Ospedale di Dali e il fondatore della locale Associazione per la Prevenzione dell’ Hiv. L’investimento finanziario è stato di 120mila yuan, l’equivalente di 12 mila euro.
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