Salone del Libro di Torino, la cultura che conviene. Le novità dell’edizione 2010 sul filo della memoria

E’ evidente che la ricerca arriva con lo scopo di ribadire che in tempi di crisi la cultura non è un lusso sul quale far [...]

E’ evidente che la ricerca arriva con lo scopo di ribadire che in tempi di crisi la cultura non è un lusso sul quale far cadere la mannaia dei tagli. “Ma altresì – ha precisato Rolando Picchioni, presidente della Fondazione organizzatrice – la ricerca ha sottolineato la necessità di individuare nuovi strumenti di finanziamento che salone2vadano oltre la prassi della semplice sovvenzione pubblica. […] Tutto ciò presuppone che si sviluppino nuovi modelli di sussidiarietà culturale: non più solo verticale fra i vari livelli di governo, ma anche orizzontale fra i diversi comparti attivi pubblici e privati, che riscrivono così un nuovo patto fondativo sull’organizzazione, fruizione e sostenibilità della cultura in generale”.

IL SALONE 2010

Come ogni anni dal Salone di Torino si attendono novità. E non mancheranno. Rolando Picchioni ne ha annunciate diverse “forse la novità più significativa del 2010 è il Premio Salone Internazionale del Libro. – ha detto – Un «Oscar alla carriera» che sarà assegnato ogni anno a una grande personalità della cultura mondiale: un intellettuale che ha saputo esprimere in modo alto e originale i valori del nostro tempo e trasformarli in patrimonio Universale”.

Sarà “la memoria” il motivo conduttore del Salone 2010, elemento centrale nell’evoluzione delle società umane sin da quando hanno preso coscienza di sé. Dal passato remoto al futuro e al futuribile, la memoria passerà al vaglio del Salone incrociandosi fra libriscienza, storia, letteratura, arti. Tra gli incontri in programma: le lectio magistralis di Gianfranco Ravasi sulle religioni del ricordo, dell’architetto Mario Botta sul rapporto con il passato e del regista Giuseppe Tornatore sull’uso cinematografico della memoria.

Ma soprattutto, in vista del 150° dell’Unità d’Italia, il Salone sarà l’occasione per sottoporre a riflessione i grandi nodi irrisolti della storia del Novecento.

L’India, sarà invece il Paese ospite. Da Emilio Salgari in poi, il Subcontinente ha sempre avuto un ruolo di primo piano nella fantasia collettiva degli Italiani. Paese che nell’immaginario assume forti connotazioni mitiche, ma che oggi si afferma come seconda potenza industriale d’Asia. Alla letteratura il compito d’interpretare realtà e contraddizioni dell’India. Accanto a scrittrici largamente apprezzate in Occidente, come Anita Desai e Anita Nair, hanno confermato la loro partecipazione anche Vikas Swarup, il diplomatico-scrittore che ha conosciuto una fama mondiale attraverso il film Slumdog Millionaire tratto da un suo romanzo; e Tarun Tejpal, Altaf Tyrewala, Kiran Nagarkar, Tishani Doshi, mentre devono ancora sciogliere le loro riserve Vikram Chandra e Sukhetu Mehta. Ma non mancheranno gli scrittori occidentali che, come Gregory David Roberts, autore di un libro di culto ambientato a Bombay, Shantaram, hanno dato dell’India una rappresentazione memorabile.

Il Salone 2010 si presenta ampio e denso di spunti sui quali riflettere. Torneremo a parlarne guardando ai singoli aspetti.

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