Salone del Libro di Torino, la cultura che conviene. Le novità dell’edizione 2010 sul filo della memoria

La cultura è un buon investimento, dicono a Torino, dove proprio ieri s’è tenuta la confernza di presentazione della 23ma edizione del Salone internazionale del libro (www.salonelibro.it) che si terrà alla Fiera del Lingotto dal 13 al 17 maggio prossimi. Evento che dopo una parentesi battezzata come “Fiera” torna nel 2010 all’antica denominazione di “Salone”. Qualunque sia il nome non è mai presto per parlare della più grande rassegna italiana dell’editoria, tanto più che emergono alcuni dati sui quali sarebbe opportuno riflettere.

La Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, organizzatrice dell’evento, ha infatti commissionato alla Fondazione Fitzcarraldo una ricerca su salonelLa Dimensione economica del Salone Internazionale del Libro” con l’obiettivo di fornire strumenti di analisi e valutazione in termini di economia della cultura. La ricerca, promossa dalla Camera di commercio di Torino è stata ottenuta elaborando i risultati di quasi 2.000 interviste a espositori, pubblico, organizzatori dell’edizione 2009. Quali sono i costi complessivi per la realizzazione del Salone? Quanto spende ciascun visitatore in libri? Qual è il fatturato totale? E uscendo dal Lingotto, quali sono le spese che si traducono in consumi e in ricadute aggiuntive sul sistema economico della città e della regione? Ma soprattutto – domanda capitale al tempo della crisi – ogni euro di finanziamento pubblico quanti ne produce di nuovi?

I risultati sono interessanti (per consultare il resoconto dettagliato, cliccare qui). Ad esempio salone3gli oltre 300mila visitatori del Salone hanno speso nei cinque giorni di fiera oltre 14milioni per l’acquisto di libri e prodotti editoriali, cui si aggiungono svariati milioni per i pernottamenti, i trasporti, lo shopping per un importo vicino ai 30milioni di euro. Dunque l’impatto economico diretto e indiretto generato dalla rassegna è di circa 53milioni di euro, il Salone ha inoltre creato 384 nuovi posti di lavoro temporaneo. Il dato più interessante? Il finanziamento pubblico e istituzionale ammonta a circa 1.600.000 euro. E questo significa che ogni euro finanziato dagli enti pubblici ha generato oltre 33 euro termini di effetti complessivi. Non male.

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