Roma: “Il segreto di marmo”. La straordinaria avventura dei marmi policromi di Ascoli Satriano in mostra

Rappresentano un unicum nel panorama dell’archeologia della Magna Grecia, gli undici marmi dipinti che da oggi e fino al 18 aprile 2010 la soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma espone al museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo. Si tratta di oggetti di straordinaria bellezza e grande pregio provenienti dal territorio dell’antica Ausculum, l’odierna Ascoli Satriano in provincia di Foggia. Oggetti d’uso comune ma lussuosi, alla cui eccezionalità si aggiunge una storia di cronaca dai risvolti positivi e che vale la pena di essere raccontata, seppur brevemente.

E’ il maggio del 2006, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, indagando sul commercio internazionale clandestino di reperti di scavo rintraccia un gruppo di oggetti nei locali del Museo Civico di Foggia. Lo sequestra e lo trasferisce a Roma mettendolo a disposizione della Magistratura. L’interesse degli investigatori è alto da tempo. Anni prima un cittadino italiano aveva ammesso di essere stato a suo tempo partecipe di un fruttuosissimo scavo clandestino svoltosi nel territorio dell’antica Ausculum, nel quale era stato ritrovato sia un gruppo raffigurante due Grifi che dilaniano un cerbiatto, venduto poi ad un museo americano, sia una serie di altri oggetti, sequestrati invece dalla Guardia di Finanza di Foggia.

Il vecchio fascicolo processuale del 1978 a questo punto  viene ripreso in mano dagli investigatori dell’Arma e si localizza con una certa precisione il sito di provenienza del tesori. A conferma dello straordinario interesse dei pezzi rimasti a Foggia si aggiunge la palese corrispondenza fra la descrizione di ciò che era stato trafugato e venduto e quanto era conservato sulle coste occidentali degli Stati Uniti. Due tra i pezzi più eccezionali, il sostegno di mensa decorato con Grifi (un pezzo assolutamente unico nel suo genere)e il podanipter (grande bacino con supporto), erano stati acquistati dal Paul Getty Museum di Malibu che li ha restituiti all’Italia nel 2007.

Le indagini condotte dopo la restituzione hanno permesso, quindi, di ricollegare tutti i pezzi, in totale undici più o meno completi, facendone ipotizzare un’unica provenienza da un contesto funerario daunio della seconda metà del IV secolo a.C.  E si trattava della sepoltura di un notabile, questi elementi marmorei sono infatti accomunati sia dalla particolare tecnica di lavorazione, la tornitura, sia dalla presenza della decorazione policroma. Le analisi di laboratorio hanno poi confermato la pressoché medesima varietà di marmo, proveniente dalle cave greche più prestigiose. L’alta qualità del marmo, quello cristallino e trasparente scavato in galleria nell’isola di Paro – marmo che i Greci riservavano ai capolavori della scultura -; la presenza della rara decorazione pittorica, e soprattutto, la storia del ritrovamento di questi pezzi, fa della mostra di Palazzo Massimo un evento dalle molteplici letture. Nell’occasione Electa pubblica una monografia, a cura di Angelo Bottini ed Elisabetta Setari, che, grazie al contributo di diversi specialisti, offre a tutti la possibilità di saperne di più.

Il supporto da mensa coi grifi restituito all'Italia dal Getty museum

Il supporto da mensa coi grifi restituito all'Italia dal Getty museum

Il supporto da mensa coi grifi, dettaglio

Il supporto da mensa coi grifi, dettaglio

podanipter, dettaglio

podanipter, dettaglio

podanipter

podanipter

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