Mai gli architetti che lavorarono nel XVIII secolo alla realizzazione del Palazzo del Quirinale, avrebbero immaginato che quei locali di servizio collocati al piano terra per ospitare carrozze e cavalli potessero un giorno accogliere i più grandi capolvori dell’arte. L’insolito passaggio da rimessa a galleria s’è compituo esattamente 10 anni fa, come momento successivo al lifting del palazzo presidenziale curato da Gae Aulenti, a cui un concorso internazionale affidò la progettazione delle opere relative al recupero dell’ edificio e all’allestimento degli spazi delle Scuderie del Quirinale. 
Il 21 dicembre 1999 le Scuderie messe a nuovo furono così inaugurate dal Presidente della Repubblica con la mostra I Cento Capolavori dell’Ermitage. Per la prima volta dal Museo di San Pietroburgo uscivano tanti maestri: Degas, Monet, Renoir, Cézanne, Gauguin, Rousseau le Douanier, Vlaminck, Derein, Vallotton, Vuillard, Sisley, Pisarro, Matisse e Picasso. Rimasero alle Scuderie fino al giugno del 2000.
Da quel momento lo spazio espositivo, gestito dall’Azienda speciale Plaexpo, ha ospitato 32 mostre, tutte di rilievo estremo: Sandro Botticelli, Alberto Burri, Antonello da Messina, il Rinascimento e l’Ottocento italiano, e ancora Rembrandt, la Metafisica, Velazquez, Bernini, Luca Giordano, Giotto, Dürer sino ad arrivare all’ultimo allestimento, “Roma, la pittura di un Impero”, mostra che resterà aperta al pubblico fino al 17 gennaio.
“Dieci anni di intensa e ininterrotta attività espositiva al servizio di arte e cultura che rappresentano il raggiungimento di un prestigioso obiettivo e, allo stesso tempo, il punto di partenza per nuovi
importanti traguardi per il futuro”, si legge nelle comunicazioni ufficiali ed infatti è il futuro, almeno quello prossimo, si annuncia più che mai interessante.
Dal 18 febbraio 2010, trenta capolavori di Caravaggio, saranno esposti alle Scuderie. Una mostra dal rilievo eccezionale con la quale si celebreranno i 400 anni della morte del genio lombardo. In arrivo dai musei più importanti del mondo, approderanno a Roma e per la prima volta saranno riunite sotto lo stesso cielo, le opere forse più famose di Michelangelo Merisi: dal Bacco degli Uffizi ai Musici del Metropolitan Museum, dalla Cena di Emmaus della National Gallery di Londra alla Deposizione della Pinacoteca Vaticana e poi l’Annunciazione di Nancy e il Ragazzo con il canestro di frutta. Un percorso che si dipana attraverso il confronto tra opere simili o accentrate sullo stesso tema, come quello tra il Suonatore di liuto dell’Ermitage e l’Amore vincitore dalla Gemaldegalerie di Berlino, o ancora l’affiancamento delle tre versioni del San Giovanni Battista.
Curata da Rossella Vodret e da Francesco Buranelli ed ideata dallo storico Claudio Strinati,
la mostra proprio in virtù dell’eccezionalità delle opere riunite, proverà anche a fare chiarezza su alcuni aspetti della vita di Caravaggio (icona senza tempo del pittore maledetto) e della sua arte, sui suoi modi di lavorare, sulle ipotetiche collaborazioni. L’esposizione, peraltro, prende idealmente il testimone dall’altra grande mostra allestita a Roma, alla Galleria Borghese: Caravaggio vs. Bacon, che chiuderà i battenti il 24 gennaio.
Occorrerà ritornare sull’argomento.
© Riproduzione riservata




