Impruneta ricorda l’arte del cotto fiorentino con “Canto alla luna”

E il lupo solitario ulula, ma forse canta, alla luna. E’ iniziata l’altro giorno (termine dell’evento è il 12 aprile) a Impruneta, provincia di Firenze, nel Parco dei Sassi Neri, l’esposizione dell’opera “Canto alla luna“.

Dettagliando, così come riportato nel comunicato dell’organizzazione. Si sono  incontrati in quel luogo la creatività del pittore torinese Santo Tomaino, la tecnica tutta toscana del ceramista Sergio Ricceri, il fuoco di una delle fornaci fiorentine più antiche. Incontro di sensibilità, saperi e tradizioni che ha dato vita a “Canto alla luna”, opera d’arte contemporanea in terracotta policroma invetriata, di dimensioni monumentali, presentata dai due autori. Il lavoro è l’immagine evocativa di un lupo che ulula nella notte, una silhouette bianca che si staglia su un’emblematica striscia nera su un fondo di varie tonalità di rosso.

L’opera è composta da otto moduli di cento centimetri per settanta assemblati in un mosaico di quasi tre metri metri per due, pesa sei quintali e, come accennato, è in mostra a Impruneta per poi  “partire” per un serie di esposizioni: prima in Toscana (Firenze, Pisa, Siena, Lucca), poi a Milano, Torino, Genova, Napoli, Roma. Spiega Enzo Forzieri, presidente onorario dell’Associazione culturale sino-italiana “PresentART“, che è ideatore e sponsor del progetto: “L’idea alla base del progetto – spiega – é di valorizzare il concetto di innovazione nella produzione del cotto dell’Impruneta. Così abbiamo pensato di sposare la competenza artigiana locale con il segno artistico di uno dei maggiori pittori italiani contemporanei. Ne è nata un’opera che, in modo altamente suggestivo e d’impatto, fa esplodere l’audace contemporaneità di un materiale antico come il cotto”. La tecnica della terracotta invetriata vale a dire con una patina ottenuta da un mix di silicio e piombo, risale, come noto, ai capolavori di Luca, Andrea e Giovanni Della Robbia, e trova a Impruneta una sua moderna e spettacolare reinterpretazione. “Anni fa – ricorda il pittore Tomaino, – all’ingresso di un ospedale di Madrid vidi una splendida robbiana, la stessa della facciata dello Spedale degli Innocenti di Firenze.

Quale meraviglia in un mucchietto di terra e smalto. Gli amici imprunetini, i maestri fornaciai, il ceramista Ricceri e “Canto alla luna” hanno consentito di rinnovare il miracolo” Il progetto sin dall’inizio, secondo Ricceri, questa è l’esperienza formativa che incoraggia nuove sfide. Il progetto di Impruneta ha dovuto superare non pochi ostacoli tecnici e operativi, e per venirne a capo sono stati necessari dieci mesi. Un video realizzato da Valerio Giovannini documenta efficacemente tutte le fasi del lavoro. In conclusione grazie alle sue cave di ottima argilla, Impruneta è stata, in epoca etrusca e romana, ma soprattutto nel Medioevo e nel Rinascimento, importante centro dell’arte della terracotta. È proprio tra il XIV e il XVI secolo che si estendono e si sviluppano relazioni, scambi e collaborazioni tra le botteghe artigiane del Popolo di Santa Maria all’Impruneta ed i Maestri d’arte della città, primi fra tutti il Brunelleschi e i Della Robbia.

Foto Canto alla luna

© Riproduzione riservata

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