Mentre a Copenaghen si discute attorno a piani che probabilmente non accontenteranno nessuno, come spesso accade la società dimostra d’essere più avanti della politica, almeno nelle intenzioni. Un’idagine condotta da Eurisko per Assocomunicazione e UPA, dice che gli stessi italiani (considerati forse la popolazione meno verde d’Europa) sono sempre più convinti della necessità di assumere atteggiamenti di responsabilità ambientale.
L’ambiente, dice la ricerca (i cui dati abbiamo estrpolato dal periodico Social trends ndr) , preoccupa il 90 per cento dei connazionali, allarmati per i ritorni negativi alla salute di cambiamenti climatici, inquinamento dell’aria, delle acque e della terra. Ma gli Italiani sanno pure che il Paese è poco sensibile ai temi ambientali ed il 74% ritiene che si faccia troppo poco per aiutare i cittadini nei comportamenti virtuosi, inoltre pensano (nel 65% dei casi) che si potrebbe spendere di più per i prodotti a basso impatto ambientale. Il 45% si sente in colpa per ciò che non fa per aiutare l’ambiente ed il 44% confida nelle decisioni che saranno prese a livello planetario. In quanto ai comportamenti dei singoli per favorire la sostenibilità ambientale, sembra che i piccoli accorgimenti quotidiani siano ripettati: si spengono le luci quando non servono (90%); si abbassano riscaldamento e aria condizionata (90%); si rispetta la raccolta differenziata dei rifiuti (85%); si usano lampadine a basso consumo (90%); ci si orienta verso prodotti di stagione e/o a chilometri 0 (92%). Probabilmente in tanti casi si tratta di buone intenzioni non supportate dalla pratica quotidiana. Ma la consapevolezza è già un passo in avanti.
La Conferenza di Copenaghen, intanto, vive di un colorito corollario rappresentato dalla gente. Gente di Copenaghen abbiamo chiamato questa breve fotocronaca che non ha bisogno di altri commenti e che cattura alcuni istanti extra-conferenza.
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