Cina, conoscerla attraverso l’arte. A Milano sino al 27 febbraio
Arte cinese a Milano. A Palazzo Reale sino al 7 febbraio va in scena la mostra “CINA. Rinascita contemporanea” che illustra l’arte della Repubblica Popolare Cinese. Esposizione che l’organizzatore Primo Giovanni Marella, offre al pubblico in un percorso tra una cinquantina di artisti e circa duecento opere, fra dipinti, installazioni, sculture e video. L’iniziativa è del Comune di Milano e da “24 Ore Motta Cultura“, con la collaborazione di Primo Marella Gallery e con il patrocinio della Fondazione Italia Cina. Le opere presenti, a partire dal 1993, si dividono in sezioni e documentano i movimenti artistici del primo decennio del XXI secolo. In questo periodo l’arte contemporanea rompe con gli schemi tradizionali del passato portando alla ribalta un linguaggio artistico che fa riferimento a quello occidentale ma che riesce a mantenere un forte legame con la tradizione e la cultura locale.
La manifestazione, si legge nel comunicato di presentazione dell’evento, ospita artisti come Zhang Xiaogang, considerato il maestro della pittura contemporanea cinese; Zeng Fanzhi, Yue Minjun, Liu Ye, He Sen e Feng Zhengjie, l’artista che più di tutti si associa al mondo occidentale. Tra coloro che pongono al centro della propria poetica il consumismo contemporaneo e l’uomo, troviamo Zeng Hao, Zhou Tihehai e Ma Liuming. Una sezione è dedicata all’East Village, il quartiere di Pechino dove si stabilirono musicisti, critici e artisti. Significative le performance di un gruppo di artisti tra cui Ma Liuming, Cang Xin, Rong Rong, Zhu Ming e Zhang Huan. La sezione “Tendenze tra il ‘Multimedia’ e il Conceptual” raggruppa tutti gli artisti che hanno affrontato ricerche concettuali. Tra questi vanno ricordati Jiang Zhi, che mette in luce la dipendenza psicologica della società nei confronti del consumismo; Shi Jinsong, che trasforma oggetti innocui e piacevoli, come carrozzine e culle, in oggetti da guerra simboleggiando le battaglie che vanno combattute quotidianamente per sopravvivere alla natura manipolatrice e violenta della cultura consumistica; ma anche Liu Wei, Qiu Zhijie e Xu Zhongmin. “Out of the red” generazione di fotografi è la sezione che prende in considerazione autori che si sono avvicinati alla fotografia rompendo, com’era già avvenuto in occidente, con la pittura. Tra questi, Huang Yan, che affronta tematiche politiche ed è uno dei pochi ad esser riuscito a fondere l’arte tradizionale cinese e il mondo contemporaneo; Cui Xiuwen e Chen Lingyang, due artiste che mettono al centro della loro opera la donna, trattandola come alter ego di sé o come mezzo per raggiungere la consapevolezza interiore. Weng Fen e Wang Qinsong, famosi fotografi cinesi. Wang Qinsong nei suoi tableau vivant denuncia la globalizzazione e la mercificazione contemporanea attraverso la presenza di famose marche del mondo occidentale o stravolgendo opere d’arte del passato e riproponendole in chiave contemporanea. “Cartoon Generation”, una sezione che vede esposte opere di artisti come Chen Ke, il cui tratto distintivo è la modalità narrativa con cui elabora i suoi soggetti; Zhang Hui e le sue Beijing Dolls, rappresentazione della donna contemporanea di cui raccontano le volontà, la capacità di realizzarsi e lo spirito rivoluzionario che le caratterizza oppure Gao Yu che spazia dai dipinti ai video. “Sperimentazioni satellitari”. Altra sezione che porta all’attenzione alcuni emergenti con un assaggio delle ultimissime idee creative made in Cina. “Video-Arte” è l’ultima sezione della mostra che propone una selezione di video, i più significativi della scena contemporanea attuale. Il catalogo contiene testi critici a cura di Eleonora Battiston e scritti di Gu Zhenqing, Gao Lin, Carol Lu, Shu Yang e Zhu Tong.
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