Sanremo History, a cura di Francesco Ruga

Sanremo History 1966 – 1968: il Festival diventa di Pippo Baudo

Anche per Sanremo arriverà il 1968. Cosa porterà o non porterà di nuovo l’anno della rivolta giovanile nel Festival della canzone italiana, ce lo racconta lo scrittore Francesco Ruga in una nuova puntata di Sanremo History che prende in esame gli anni 1966, 1967 e 1968.

I clamori del 1966: l’esclusione di Celentano e gli illustri debutti di Caselli e Dalla

Era sempre Sanremo che, inossidabile alla temperie di eventi e mode, resisteva nel calendario musicale del Belpaese. Scriveva Mike Bongiorno: “Qualunque mezzo era buono per far parlare di sé al Festival. Nell’edizione del 1966 la mia assistente Carla Maria Puccini inscenò addirittura uno svenimento sul palcoscenico”. Fu infatti Bongiorno, affiancato da Paola Penni e Carla Puccini, a presentare lo spettacolo. Il noto presentatore godeva ormai di una fama consolidata, grazie alle sue doti di comunicatore. Così precisava nel suo libro del 1997 : “Il mio sogno del Festival negli anni Sessanta continuò grazie anche a Gianni Ravera, che da cantante si era trasformato in produttore e direttore artistico e che mi sosteneva davanti alla stampa”.

Nel 1966, la sedicesima edizione, in effetti, fece parlare di sé (soprattutto negli anni successivi) per un’esclusione particolare: quella del “molleggiato” Adriano Celentano con Il ragazzo della via Gluck, una canzone che sarebbe presto diventata uno strepitoso successo. Il testo pareva una ‘fotografia’ di un’Italia che stava cambiando in tutto, anche nel paesaggio, con il verde inesorabilmente inghiottito dalla cementificazione selvaggia: “E’ una fortuna per voi che restate a piedi nudi a giocare nei prati mentre là in centro io respiro il cemento!…Torna e non trova gli amici che aveva, solo case su case, catrame cemento!”

A distanza di anni, quelle parole di Celentano-Beretta-Del Prete si possono a ragione ritenere come un accorato grido d’allarme -ahimè inascoltato- di un profetico Adriano, già da allora antesignano dell’ecologia quando ancora pochi sapevano cosa fosse.domenico_modugno Vincitori del Festival 1966 risultarono Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti con Dio come ti amo. Al debutto, tra gli altri: Orietta Berti (in coppia con Ornella Vanoni), Pat Boone, il “casco d’oro” Caterina Caselli (grande successo con Nessuno mi può giudicare in coppia con Gene Pitney), Lucio Dalla (in coppia con The Yardbirds; entrambi eliminati con Paff…bum), Sergio Endrigo, Equipe 84, Francoise Hardy (deliziosa francesina, celebre per Tous les garcon et les files), Anna Identici, The Renegades, I Ribelli, Luciana Turina, The Yardbirds. Questi ultimi rappresentavano il meglio del beat inglese ma il brano loro affidato non fu certamente il più azzeccato. La diffidenza verso i gruppi musicali di nuova tendenza era ancora radicata tanto che se ne fece interprete lo stesso Mike Bongiorno che così presentò il gruppo, ‘giocando’ sulla traduzione del loro nome: Ma sentiamo un po’ cosa ci cantano questi cappelloni, questi gallinacci.

Il 1966 è ricordato per l’inchiesta sulla libertà sessuale uscita sul giornalino degli studenti del liceo “Parini” di Milano. Intorno all’affaire “La zanzara” (così si chiamava la testata) l’Italia si trovò divisa mentre il caso finì in Tribunale. Era la conferma che i giovani stavano vivendo una stagione di grandi cambiamenti. A novembre, l’alluvione di Firenze provocò morti e distruzioni nella città ma seppe mobilitare un gran numero di volontari, soprattutto giovani, che fecero a gara per mostrare la loro solidarietà: si muove con straordinario entusiasmo l’universo giovanile… E’ il primo grande segno di autonomia giovanile, scrive Filippo Ceccarelli.

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In quell’anno, morirono illustri personaggi: Walt Disney, l’attore genovese Gilberto Govi, lo scrittore Elio Vittorini. Nello sport, ecco i successi di Eddy Merckx, di Carlo Senoner nello slalom, ma pure l’incredibile eliminazione dai mondiali degli Azzurri di Fabbri ad opera della Corea del Nord.

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