La sezione della mostra allestita ad Amelia ruota invece intorno all’immagine del Sant’Antonio Abate (1474-75), magnifico dipinto autografo di Piermatteo,
conservato nel locale museo. Ad affiancarlo sono tre sculture, anch’esse raffiguranti Sant’Antonio Abate: una lignea, di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, proveniente dalla cattedrale di Narni, datata 1474; una, sempre in legno, proveniente da Massa Martana, firmata da tale “magister Pontianus de Onofro” e datata 1484; una in terracotta invetriata e policroma, attribuita ad Andrea della Robbia.
Questa sezione ha un’ appendice nel Duomo e nella chiesa di San Francesco, dove è possibile ammirare le arche funerarie dei Geraldini, nella chiesa dell’Annunziata, luogo di provenienza dell’ Annunciazione, e nella casa natale del pittore. Rientra nell’itinerario amerino anche la chiesa parrocchiale di Porchiano. Qui Piermatteo e i suoi collaboratori hanno affrescato una Madonna con il Bambino e due santi che presenta strette analogie con il polittico dei francescani di Terni.
Breve Biografia
Formatosi tra il 1467 e il 1469 accanto a Filippo Lippi in quegli anni attivo nel Duomo di Spoleto, Piermatteo, dopo la morte di fra Filippo (1469), seguì a Firenze fra Diamante, il principale collaboratore del pittore carmelitano. Nella città toscana entrò in contatto con l’operosa bottega del Verrocchio. Subito dopo si pose a fianco del Perugino con il quale lavorò nella Cappella Sistina (1480-1481), progettando la decorazione della volta e partecipando, assieme al Pintoricchio, all’esecuzione di alcune parti figurate come il Viaggio di Mosè e la Circoncisione. Da questo momento la presenza di Piermatteo a Roma assunse il carattere di continuità. Non mancarono, tuttavia, viaggi in Umbria per soddisfare committenti autorevoli come l’Opera del Duomo di Orvieto (1480-1481), gli Agostiniani, sempre di Orvieto (1482), e i Francescani di Terni (1483). E’ in questa fase che il pittore amerino si avvicinò all’arte di Antoniazzo Romano.
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