Mostre: Piermatteo d’Amelia e il Rinascimento umbro. Un pittore restituito al pubblico
Un artista poco conosciuto, Piermatteo d’Amelia, un esponente di rilievo della pittura umbra del XV secolo restato nell’ombra per troppo tempo, a lungo considerato dagli storici dell’arte un cosiddetto
“pittore senza opere” poiché, pur esistendo ampie documentazioni del suo lavoro, le attribuzioni erano mancate . Poi nel 1953 arrivò Federico Zeri che, sospinto da una grande intuizione, attribuì al maestro una serie di dipinti. Negli anni successivi le testimonianze d’archivio confermarono la giustezza delle idee di Zeri: Piermatteo di Manfredo – nato ad Amelia intorno al 1448 e morto dopo il 1506 – aveva finalmente ritrovato i suoi lavori.
Il pittore che operò nell’ambito geografico compreso tra Roma e l’Umbria meridionale aveva dunque ripreso la collocazione che meritava, ma il suo nome ancora oggi non suona familiare al grande pubblico. A provare a porre rimedio a quella che somiglia ad un’ingiustizia storica è la mostra che da sabato prossimo e sino al 2 di maggio si terrà tra il Centro Arti Opificio Siri di Terni ed il Museo Archeologico e Pinacoteca di Amelia, titolo “Piermatteo d’Amelia e il Rinascimento nell’Umbria Meridionale”.
Curata da Vittoria Garibaldi e Francesco Federico Mancini, l’esposizione si propone di offrire alla conoscenza del grande pubblico un protagonista di primo piano del secondo Quattrocento, uno dei grandi maestri del Rinascimento in Umbria affiancando alle sue opere quelle di altri artisti che operarono nello stesso periodo e/o ambito geografico. Il progetto espositivo vuole essere, inoltre, una tappa ulteriore di un pluriennale piano di valorizzazione dell’arte umbra avviato nel 2004 con la mostra su Perugino e proseguito nel 2008 con la mostra su Pintoricchio, entrambe svoltesi nelle sale monumentali della Galleria Nazionale dell’Umbria.
A Terni, l’esposizione si dipana intorno al polittico dei Francescani (1483-85), opera recentemente restaurata che rappresenta la principale testimonianza rimasta in loco dell’intensa attività umbra dell’artista. Impressionante per dimensioni e ricchezza decorativa, il polittico era in origine collocato sull’altare maggiore della chiesa di San Francesco, tra gli edifici di culto più nobili e riccamente ornati della città. La mostra presenta anche una parziale ricostruzione del polittico degli agostiniani di Orvieto, capolavoro dell’artista. Le opere di Piermatteo vengono presentate sia in rapporto a quelle di pittori contemporanei come Filippo Lippi, Filippino Lippi, fra Diamante, Bartolomeo Caporali, Antoniazzo Romano, Pintoricchio, Pastura, Saturnino Gatti, sia in rapporto a quelle di scultori come Vecchietta, Francesco di Simone Ferrucci, Giovan Francesco Rustici. Ciò con l’intento di mettere in luce il continuo travaso di moduli stilistici e iconografici tra le due forme d’arte.







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