Milano, le luci sulla città del festival internazionale “Led”

Che le città s’accendano durante il periodo pre natalizio è del tutto normale e che l’illuminazione pubblica possa diventare una vera e propria mostra d’arte a cielo aperto ce lo dimostrano diversi felici esempi, come tanto per citare quello celebrato in Italia, le luci d’artista di Torino. Ma Milano non vuole essere da meno delle light cities europee, quali sono Londra, Parigi, Berlino, Francoforte e così propone – fino al 10 gennaio -  un vero e proprio festival delle “luminarie” artisticamente concepite, o per meglio dire il Festival Internazionale della Luce “Led”.

Dal centro cittadino ai quartieri che si perdono nella periferia, la metropoli si è intanto accesa con oltre 80 chilometri di luminarie, tutte rigorsamente in stile08b liberty per rievocare, in vista dell’Expo 2015, l’Esposizione universale del 1096.  E  mentre in piazza Duomo svetta da domenica il più alto abete luminoso d’Europa – oltre 50 metri – illuminato da centomila lampadine ad alto risparmio energetico, le strade e le piazze principali sono comprese tutte in un itineriario di luce realizzato da light designer col contribuito di numerosi sponsor.

Dalle “luci sacre” che dall’interno del Duomo (realizzate da Castagna&Ravelli con Iacopo Tiscar) filtrando attraverso le vetrate evocano un “cuore” di luce; alle vetture dei tram decorate coi led di Luca Locatelli; dal “Light Show” con giochi di musica e luci, curato sempre di Luca Locatelli al Castello Sforzesco, alle Luci Rosa sponsorizzate dalla Gazzetta dello Sport ai Caselli di Porta Venezia, o al tetto a guglie di luce della Triennale; le suggestioni sono assicurate, e l’atmosfera natalizia pure.

In mostra ci sono dunque 33 opere luminose alcune delle quali raggiungono momenti fortemente evocativi. 6_ PulseE non mancano alcuni particolari omaggi; come quello all’Alta Velocità in via Vittor Pisani, dove sono allestiti i “Frecciarossa di luce”, oppure l’omaggio al Futurismo di Antonio Barrese, realizzato attraverso un albero cinetico-luminoso al Castello Sforzesco. Il festival internazionale della luce, si caratterizza inoltre per affincare a creativi emergenti (peraltro alla rassegna è abbinato un concorso)  dieci designer di riconosciuta fama che hanno realizzato altrettante installazioni. Si tratta di Michele De Lucchi, Italo Rota, Paolo Rizzatto, Fabio Novembre, Mario Nanni, Alain Guilhot, Gilbert Moity, Patricia Urquiola, Akari-Lisa Ishii, Paul Cocksedge. Proprio quest’ultimo ha ideato per la Galleria Vittorio Emanuele un progetto dai risvolti benefici. Riprendendo la tradizione del bacio sotto il vischio, il designer ha realizzato un’installazione sensibile ai baci. Ovvero ad ogni bacio scambiatosi sotto la volta corrisponde un euro devoluto all’associazione umanitaria Cesvi. Intanto una sequenza di luci si attiva nella calotta creando una magica scenografia ed un contatore automatico registra ogni bacio con l’obiettivo di raggiungere, al 10 gennaio, quei 100 mila baci che contribuiranno a salvare dalla fame 16 mila bambini dell’Uganda. La mappa completa del Festival cliccando qui

Cocksedge

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