Nelle settimane scorse a Berlino ha riaperto il Neues Museum sull’Isola dei Musei. Costruito a metà del 1800 su progetto di Friedrich August Stüler, l’edificio fu molto danneggiato durante la seconda guerra mondiale. Ora ha riaperto in tutto il suo splendore dopo l’attenta ricostruzione, iniziata nel 2003, a cura dell’architetto britannico David Chipperfield.
Ospita il Museo egizio con opere di eccezionale valore quali il celebre busto della regina Nefertari e il ritratto della regina Teje; la collezione di papiri, il Museo di preistoria e protostoria con reperti archeologici dal paleolitico al medioevo provenienti da tutta Europa e da alcune regioni dell’Asia; e alcune sculture della Collezione di arte antica (antichità greca e romana).
Sempre a Berlino, al Museo di storia tedesca, fino al 10 gennaio è allestita la mostra “Arte e Guerra Fredda. Posizioni tedesche 1945-1989“, un percorso che indaga le tendenze artistiche nelle due Germanie durante il lungo periodo della divisione. Sono esposte circa 300 opere di pittura, scultura, grafica, fotografia e anche video-installazioni di oltre 100 artisti che operarono in quegli anni, tra i quali Georg Baselitz, Joseph Beuys, Peter Herrmann, Jörg Immendorff, Anselm Kiefer, Martin Kippenberger, Gerhard Richter.
A Francoforte di scena “Botticelli e il suo tempo” al Museo Städel. In esposzione opere di Sandro Botticelli, della sua bottega e di alcuni suoi contemporanei (tra cui Filippino Lippi e Andrea del Verrocchio), per un totale di circa 80 lavori. A Manneheim sino al 20 febbraio, Alessandro Magno è il protagonista della mostra allestita al REM.
Ed ora in Olanda. Ad Amsterdam, al museo Van Ghogh, fino al 3 gennaio in mostra le lettere autografe (alcune corredate dagli schizzi a penna dei suoi quadri più celebri) del grande pittore. Tutta la poesia dell’inverno nei polder olandesi nella mostra allestita al Rijksmuseum di Amsterdam. Si tratta di una retrospettiva dell’opera di
Hendrick Avercamp, il più celebre pittore di paesaggi invernali del XVII secolo. Fino al 15 febbraio.
E da ultimo, una sosta a Vienna, dove al Leopold Museum è allestita una mostra dedicata ad Edward Munch che sonda il concetto di “strano”. E nella patria di Freud il museo convoca non solo le inquetanti pitture del subconscio dell’artista norvegese, ma anche quelle di Egon Schiele, Alfred Kubin, James Ensor ed altri. (AD)
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