Va in archivio “X Factor 2009″ che ha avuto meno spettatori della scorsa edizione
E’ stato il “predestinato” Marco Mengoni a vincere la terza edizione di “X Factor” ed è stato ancora il giudice Morgan, l’istrionica croce e delizia del piccolo schermo, a trionfare (dopo aver vinto con gli Aram Quartet e Matteo Beccucci).
Un successo d’ascolti l’ultima puntata del format targato Raidue e Magnolia: 3 milioni 446 mila telespettatori per una media di share del 19,39%. Questi numeri non sono però quelli che hanno segnato le dodici prime serate precedenti: la media complessiva di share è risultata del 12,03% contro il 14,03% della passata stagione. I numeri non sono tutto, e quindi è giusto riconoscere che il programma è sempre molto ben scritto, sia in termini di scaletta che di qualità dei filmati. Ormai la macchina di X Factor, che è anche la stessa che realizza “L’Isola dei famosi”, sa scaldare il telespettatore traghettandolo nell’emotività artistica e umana dei protagonisti, senza però mai scadere nel voyerismo tipico dei reality show . “X Factor”, è come negli intenti e nella sua promessa iniziale, un talent show.
Quali i limiti di questa stagione? Questo è un programma che ha bisogno di un tempo non breve di preparazione: selezionare tra ragazzi e ragazze di belle speranze 12 talenti veri richiede tempo.Tempo che è mancato a questa terza edizione: finita la seconda edizione a metà aprile, a settembre si era già in palinsesto in prima serata. Troppo presto per avere 12 talenti veri. Decisione della Rai.
Altro e non irrilevante elemento di debolezza: l’assenza di Simona Ventura –per sua scelta- e conseguente decisione di sostituirla con Claudia Mori. Decisione che per le prime puntate è sembrata fortemente sbagliata e soltanto verso la fine ha avuto in parte, ma solo in parte ragion d’essere. Non era semplice per la Mori – e nemmeno sembrava averne troppa voglia – entrare in una macchina già rodata. Quando ci è entrata, il mito popolare di Mara Maionchi si era un po’ ammosciato. E tra i due litiganti il solito Morgan, “un po’ rana e un po’ scorpione” come si è definito lui in una deliziosa celebrazione della sua vanità, l’ha fatta in barba a tutti. Comunque questa volta ha vinto il cantante che meritava di vincere. Chissà se, a differenza del passato, sarà anche quello che saprà vendere di più. (Erika Brenna)
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