Off Shore, quel mondiale va fatto a Stresa perchè la città non ha eguali al mondo
La crisi di Dubai è forse la causa scatenante che mette in pericolo la tappa mondiale stresiana del campionato mondiale “Off Shore“. E qualche valutazione su questo fulmine a ciel sereno va fatta. Piaccia o meno, infatti, l’appuntamento ha offerto una visibilità mediatica al Verbano di grande valore. Un valore aggiunto, perchè Stresa ha dalla sua la bellezza della natura che nessuno le potrà mai portar via. Perciò dire che la città ha bisogno di ritornare visibile è la sacrosanta verità. Stresa ha tutte le carte in regola per essere un luogo ricettore non solo dei facoltosi clienti dei grandi alberghi ma soprattutto dei villeggianti che con la loro presenza possano rivitalizzarla e farla ritornare ai tempi d’oro di qualche decennio fa. Che gli organizzatori del mondiale non abbiano confermato l’appuntamento con il golfo Borromeo ha un sapore amaro anche alla luce dell’impegno profuso dagli organizzatori per l’edizione da poco conclusa. Non si comprende, insomma, la cancellazione di Stresa dopo che un accordo preciso prevedeva per tre anni che il programma del campionato avrebbe compreso la cittadina del Verbano. Ora si avviano le contromosse di chi aveva scommesso sull’evento ma indubbiamente c’è rincrescimento. Il Campionato del Mondo Class One di Off Shore aveva messo in moto una macchina organizzativa che andava ben oltre l’evento. L’arte, con le opere di Enzo Rossi da Civita, che avevano destato curiosità ed ammirazione. Lo stesso maestro aveva poi creato i trofei dei vincitori che si sono portati a casa opere uniche e non le solite coppe o piatti od altri inutili oggetti. Non solo, la tre giorni stresiana dell’ottobre scorso aveva mosso maestranze, aveva dato lavoro – e dio sa quanto ce n’è bisogno – a decine di persone per non parlare dei collegamenti con cento forse più canali satellitari disseminati in tutto il mondo che hanno ripreso le bellezze di un territorio che non ha rivali. Insomma tutto aveva ridato a Stresa, anche solo per una mancita di giorni, quel volto di città capace d’essere alla pari con le altre dove si svolgono le gare di questo genere. Da parte nostra, in conclusione, c’è l’invito a quanti hanno creduto in questa competizione, a far di tutto per recuperare la tappa italiana del mondiale. Sarebbe davvero una beffa in caso contrario. Perchè se è vero che la crisi impone tagli non si comprende come due appuntamenti del prossimo mondiale siano già stati confermati. Stresa merita la sua tappa ed eliminarla sarebbe un “delitto”. (g.m.)
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