“Al di là delle cose”, opere in mostra all’Ostrakon di Milano. Dal 16 dicembre

Al di là delle cose” è la collettiva a cura di Chiara Gatti che il 16 prossimo (sino al 31 gennaio) aprirà alla galleria milanese “Ostrakon” in via Pastrengo 15, alle ore 19. Una esposizione, si legge sul comunicato di presentazione, che ripercorre, grazie a quaranta opere suddivise tra dipinti, disegni, incisioni e sculture, le vicende del “Realismo Esistenziale” partendo dall’iniziale definizione storica data da Valsecchi nel 1956 con le opere del gruppo originario animato dai maestri milanesi, fino agli autori che, fra anni Settanta e Ottanta, ne raccolsero l’eredità di pensiero e sentimento.Guerreschi_Figura_femminile_in_verde_1975_tec.mista_e_collage_su_tela_cm

Questi gli artisti: Giuseppe Banchieri, Giancarlo Cazzaniga, Mino Ceretti, Gianfranco Ferroni, Franco Fossa, Giuseppe Guerreschi, Gianfranco Lamon, Giovanni Lopresti, Giancarlo Ossola, Liberio Reggiani, Bepi Romagnoni, Giorgio Rossi, Giulio Scapaticci e Tino Vaglieri. Una collettiva d’esordio, quindi, per le gallerie nelle sue due sedi milanesi (via Pastrengo e via Moscova). Un’esposizione che gli appassionati non diserteranno. “La collettiva che presento – afferma Dorino Iemmi, un responsabile dell’iniziativa -  è fondativa. Si tratta di quattordici artisti di formazione comune, addirittura sovrapponibile per alcuni protagonisti del Realismo Esistenziale. I percorsi individuali poi si differenziano, ma la tensione etica, l’idea dell’arte come coinvolgimento, come “esserci”, come chiamata civile, è una costante irredimibile per tutti”. E aggiunge la curatrice Chiara Gatti nel testo in catalogo: “…brani di una lucidità struggente. Pezzi di una quotidianità domestica fatta di tavolacci di legno e coltelli dalle lame sbeccate, cucine economiche, sedie impagliate, staccionate mezze rotte, specchi infranti e polli appesi per il collo. Una figurazione di impegno umano, elaborata (e sofferta…) sul campo, ma senza compromessi formalistici, concretizzata in immagini fortemente iconiche; un concentrato in potenza di situazioni di ordinaria tragedia…”.

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