“MTV” fa arrabbiare gli italo-americani con il reality Jersey Shore
“Al peggio non c’è mai fine”, recita la saggezza popolare. E se l’adagio è vero nel mondo del reale, figuriamoci quanto possa esserlo in quello dei reality. Laddove il peggio, in questo caso, è incarnato da una stucchevole miscellanea di cattivo gusto e luoghi comuni che ha messo in rivolta la comunità italo-americana del New Jersey. Già perché il reality in questione riguarda quella precisa regione degli States, e come un’arma laser impugnata da un cieco, spara a zero proprio sulla gioventù d’origine italiana che – copiosa – vive in quelle zone. Trattata malissimo, anzi peggio, dal programma televisivo di Mtv, Jersey Shore, in onda dal 3 dicembre.
I ragazzi: muscolati, depilati e abbronzatissimi non si separano mai dal tubetto di gel e dalla catena d’oro. Le ragazze: rigorosamente mesciate e dai seni d’improbabile prominenza, non sono meno abbronzate ed in più si aiutano con quintali di trucco. Ad accomunare i due sessi è un vocabolario scarno, infarcito di frasi fatte e spesso scorretto; una passione spropositata per le automobili, le bevute e, ciliegina sulla torta, una tendenza alla litigiosità fuori d’ogni norma. Un ritratto caricaturale, insomma, che ancor prima del debutto televisivo ha indignato fortemente alcune associazioni italo-americane, come “Unico” che ha chiesto alla Mtv di ritirare il programma, offensivo anche per l’appellativo, notoriamente dispregiativo col quale vengono identificati nello spot promozionale i giovani protagonisti: “Guido” per i maschi “Guidettes” per le femmine.
Alla richiesta di ritirare il programma, un comunicato di Mtv replica che “Lo spettacolo continua la storia di MTV di documentare le sottoculture, i riti di passaggio dei giovani, e le modalità che di auto-identificazione. Il cast italo americano è orgoglioso della sua appartenenza etnica. Capiamo che questo spettacolo non è destinato ad ogni pubblico e rappresenta solo un aspetto della cultura giovanile”.
Fermo restando che gli stereotipi sono sempre fastidiosi e, andando a colpire indifferentemente un’appartenenza etnica, celano sotto la maschera del grottesco una buona dose di razzismo; da questa parte dell’Oceano dovremmo lucidamente guardare al problema. Sono i Guido e le Guidettes tanto diversi dai protagonisti del Grande Fratello 10, seguito il lunedì sera ancora da 5milioni di italiani? (AD)
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