La recensione: “Pane e tempesta”, il paese è piccolo, ma si muore dal ridere

Come solo lui è capace di fare, ancora una volta Stefano Benni crea un mondo, e lo popola di personaggi assurdi. Assurdi ad un livello [...]

Come solo lui è capace di fare, ancora una volta Stefano Benni crea un mondo, e lo popola di personaggi assurdi. Assurdi ad un livello di assurdità capace di renderli veri, e genuini. Questa peculiarità dei libri (di alcuni, non tutti, ovviamente) di Benni, si avverte ancor di più in Pane e tempesta, libro nel quale l’autore dipinge un paesello come molti di quei paeselli che, proprio per il loro essere minuscoli e staccati dal mondo, finiscono con l’essere tutti unici, e speciali, e dotati di una personalità che, nelle grandi città, pare essersi perduta, sotto troppe coltri d’asfalto.

In questo luogo abbastanza fatato da poter essere vero, ecco che Stefano Benni inizia a disseminare ritratti di persone e personaggi.benni Alcuni sono descritti riassumendo la storia che li ha portati ad esser ciò che sono. Altri, invece, hanno nomignoli esilaranti, ed esilaranti storie alle spalle, che spiegano il perché ed il percome di quei nomignoli (e se qualcuno non avesse mai vissuto in un paesello, vi assicuro che è realmente così che vanno le cose: uno vive la propria vita tranquillamente. Poi, un giorno, fa una scemata, e tutto il paese gli appioppa un soprannome ridicolo che, se va bene, morirà con lui. Sennò sopravviverà, dando origine a nomignoli ereditari, quali “il figlio di…”, la “figlia di…”, e via dicendo).

Vi sono passi del libro in cui, addirittura, i personaggi stanno tutti in un nome e, in quel nome, sta tutta la loro storia, la loro comicità, ed il loro significato. Ovviamente, poiché di paesello si tratta, anche gatti e cani, lungi dall’esser animali da compagnia, sono personaggi attivi nella comunità. Hanno nomi propri, ed una loro discendenza, e anche di loro si cantano le gesta…

A sconvolgere questo dipinto di provincialità intatta e genuina, intrisa di realtà e magia, giungeranno le ruspe, il progresso, e le novità. E saranno le persone affezionate ai rapporti umani, e agli affetti (oggi così demodé) a dover combattere la modernità spersonalizzante e moneto-centrica…

Un avviso a quanti amarono Bar Sport: sappiate che se ne parla anche qui e, tra le risate, è impossibile non avvertire un velo di malinconia. Perché leggendo questo libro si ride fino alle lacrime, sì. Ma ci si potrebbe anche accorgere che, alcune di queste lacrime, potrebbero essere di tristezza, e non solo di gioia…

(Federico Di Leva)

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag