Art Basel Miami Beach: critica sociale e provocazione in tredici opere pubbliche
Semplicemente l’opera consiste in un neon in tre colori che lampeggia illuminando alternativamente gli elementi che lo compongono, ovvero la scitta Capitalism Kills (Love) (Il capitalismo uccide l’amore). L’obiettivo è di provocare una reazione da parte del pubblico tramite l’utilizzo dello stesso linguaggio che viene adoperato nel commercio mettendo così in luce le contraddizioni del quotidiano. Altri neon con la stessa frase sono stati esposti in diverse occasioni e location.
Non meno coinvolgenti le altre istallazioni: come quella del messicano Eduardo Abaroa, che offrirà al pubblico dei paracadute sui quali c’è scritto il nome dei giorni della settimana (la schiavitù del tempo, anche in vacanza). “Il gran finale” è invece il titolo del lavoro proposto dallo spagnolo Karmelo Bermejo. Un spettacolo pirotecnico che mostrerà la parola “recessione” rendendo il fallimento una paradossale celebrazione collettiva.
Bolle di sapone trascinate dal vento che includono frammenti di paesaggi naturali, nel video proposto dal brasiliano Cao Guimarães che crea così una sorta di fragilissimo universo parallelo. Altrettanto denso di poesia è il Black marlin di Gonzalo Lebrija (ancora un messicano) che inserisce la scultura iper-realista, “a grandezza marlin”, in un muro, come a sfidare la gravità. Ancora sul rapporto uomo natura è giocata l’installazione “Effetto serra” di Cristina Lei Rodriguez, che ha collocato una scultura in una cupola progettata per consentire allo spettatore di entrare e provare l’esperienza dell’isolamento, dell’incubazione.
Un “No” gigantesco collocato su un camion è invece la proposta che arriva da Santiago Sierra, che porterà l’opera in giro per diverse città occidentali, proponendola sullo sfondo di diversi paesaggi (e problematiche)in un tour che diventerà una sorta di documentario di viaggio. Sierra ha dichiarato: “NO esprime una risposta universalmente riconoscibile. NO è l’esercizio più chiaro del diritto al dissenso, prima realtà nel suo insieme”. Tra sfilate, performance, site specific o installazioni già nate: nelle proposte delle sezione Art Projects si evince come quando l’artista tenta di parlare al grande pubblico, si faccia carico d’interpretare, anche con la provocazione e l’ironia, piccole o grandi tematiche sociali. Non manca la pura e semplice giocosità, come nelle grandi e coloratissime sculture dell’austriaco Franz West, che saranno collocate sulla spiagga, ma nel complesso l’impegno a provare a raccontare questo mondo c’è tutto. E questo è un buon segno al di là del merito, sempre opinabile, della singola opera. (AD)
Photo Courtesy: Claire Fontaine and Lisson Gallery, London/Art Basel Miami Beach
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