Tra i film in concorso per il River to River Digichannel Audience Award, alcuni dei più recenti lungometraggi, cortometraggi e documentari della cinematografia indiana, interessanti non solo per la cifra stilistica, ma perché rappresentano lo specchio di una società dalle innumerevoli sfaccettature, una società sempre meno distante dal mondo occidentale ma per molti versi tenacemente legata alle sue millenarie tradizioni.
Venerdì 4 dicembre, serata d’apertura con l’inaugirazione al museo Marino Marini di di una mostra a cura di Giovanni Aprile dedicata al grande pittore indiano Raja Ravi Varma (1848-1906), che con la sua vita e le sue opere ha mostrato il proprio lato anticonvenzionale, portando scompiglio nell’India dell’Ottocento.
Di seguito, alle 21 presso il cinema Odeon, ci sarà la proiezione in prima italiana del film d’apertura del Festival, che racconta proprio la storia di Raja Ravi Varma. Titolo “Rang Rasiya” (Colours of Passion) del conosciutissimo regista indiano Ketan Mehta, che ha scelto come una delle sue protagoniste Nandana Sen, la figlia del premio Nobel per l’economia Amartya Sen. Il regista incontrerà il pubblico dopo la proiezione.
Tra le curiosità, fuori concorso, i nuovissimi lavori di animazione dell’Animation Society of India e dell’Ahmedabad National Institute of Design, oltre ad una sezione di film di studenti di importanti scuole di cinema indiane ed alle proiezioni di Advantage India, concorso per cortometraggi dalla durata massima di tre minuti. Tavole rotonde e incontri con i registi completano il programma. La presentazione ufficiale il 2 dicembre, altre info su www.rivertoriver.it.
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