Solo domani, nel corso della conferenza stampa organizzata a Palazzo Marino si conosceranno tutti i dettagli dell’operazione messa in pedi dal Comune di Milano con la collaborazione del Museo del Louvre e che porterà, da venerdì 27 novembre sino al 27 dicembre all’esposizione in sala Alessi di un capolavoro assoluto di Leonardo: il san Giovanni Battista.
Sarà questa mostra, pur eccezionale, l’anticipo di
un evento di risonanza ancora maggiore che riguarderà l’expò del 2015? Il riferimento è alla voce che corre ormai da un po’ di tempo sulla possibile concessione da parte del museo parigino della Gioconda, che in occasione dell’evento globale potrebbe essere esposta a Milano. Staremo a vedere.
Ad ogni modo, il San Giovanni non ha proprio nulla da inviadiare a Monna Lisa, se non la notorietà. Il dipinto ad olio, realizzato da Leonardo su una piccola tavola di 69 per 57 centimetri tra il 1508 ed il 1513 e dal quale non ha mai voluto seprarsi, in quanto ad enigmi ne solleva molti. A partire proprio dal sorriso variamente definito. Inquietante? Sardonico? Beffardo? Ammaliatore?
C’è forse tutto questo in quei tratti di giovanile bellezza che invitano gli uomini al Battesimo annunciando un prossimo Giudizio Divino. peraltro potrebbe essere stato proprio il San Giovanni l’ultimo quadro dipinto dal genio toscano e pur se così non fosse, è certo che rappresenta il punto culminante di lunghi studi condotti dal pittore sulla tecnica dello sfumato e sugli effetti di luce.
Curata da Valeria Merlini e Daniela Storti, l’esposizione straordinaria offre al pubblico un confronto diretto e approfondito con il capolavoro, presentando a corredo, le risultanze dei numerosi studi che negli ultimi anni hanno interessato l’opera. Una curiosità: per il San Giovanni non è questa la prima volta a Milano, già nel 1939 fu esposto nell’ambito di una grande mostra dedicata a Leonardo. Accadeva 70 anni fa.
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