“L’Isola sotto il mare”, è ancora Isabel Allende. Dal 2 dicembre in libreria
Un anno dopo la pubblicazione de “La somma dei giorni”, romanzo “domestico” che riallaccia fili del tutto personali, Isabel Allende torna dal 2 dicembre nelle librerie italiane con “L’isola sotto il mare” (La isla bajo el mar), tradotto da Elena Liverani per la collana “I Narratori” di Feltrinelli.
Cosa muove il destino delle donne? La passione. In particolare quello delle eroine della scrittrice cilena, la cui sorte da romanzo, è sempre determinata da questo irresistibile istinto d’amore, in qualsiasi epoca si sviluppi la vicenda. E la mulatta Zarité Sedella, detta Tété, protagonista di una storia che si dipana nella Haiti della fine del ‘700, segue la regola aurea della sua autrice.
“Nei miei primi quarant’anni io, Zarité Sedella, ho avuto maggior fortuna di altre schiave. Vivrò a lungo e la mia
vecchiaia sarà gioiosa, perché la mia stella – la mia z’étoile – brilla anche quando la notte è nuvolosa.”
Questo il primo frammento de “L’isola sotto il Mare” concesso da Feltrinelli. E’ il 1770, siamo a Santo Domingo (ora Haiti), tra le piantagioni di canna da zucchero portate al rigoglìo dal lavoro massacrante degli schiavi. Una bambina di 9 anni, Tété viene acquistata dal giovane francese Toulouse Valmorain per occuparsi delle faccende di casa. Tété è presto costretta a fare i conti con un mondo dove alla violenza dei padroni si contrappongono l’ansia di libertà ed i vincoli della solidarietà umana.
<<Quando Valmorain si sposta nelle piantagioni della Louisiana, anche Tété deve seguirlo, ma ormai è cominciata la battaglia per la dignità, per il futuro, per l’affrancamento degli schiavi. È una battaglia lenta che si mescola al destarsi di amori e passioni, all’annodarsi di relazioni e alleanze, al muoversi febbrile dei personaggi più diversi – soldati e schiavi guerrieri, sacerdoti vudù e frati cattolici, matrone e cocottes, pirati e nobili decaduti, medici e oziosi bellimbusti. Contro il fondale animatissimo della Storia, Zarité Sedella, soprannominata Tété, spicca bella e coraggiosa, battagliera e consapevole, un’eroina modernissima che arriva da lontano a rammentarci la fede nella libertà e la dignità delle passioni>>.
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