Stefano Benni e il suo ultimo libro “Pane e tempesta”
“La tv cambia tutto”, parola di Stefano Benni. E lo scrittore afferma che a farne le spese sono anche quei piccoli luoghi di ritrovo, (il riferimento è al famoso Bar Sport) con una successiva modifica dei comportamenti dei soliti clienti. Quando la cultura chiama, specie se condita con salutare allegria, il pubblico risponde. Ed è quello che è accaduto a Verbania alcuni giorni fa dove, alla libreria Margaroli, Benni ha presentato il suo ultimo libro, “Pane e tempesta”. Edita da Feltrinelli, la pubblicazione offre uno scenario che i lettori possono in parte conoscere: cornici che travalicano i confini del tempo, dove quei personaggi di colore, nati da una infaticabile fantasia, prendono forma per narrare le loro storie. Immancabile la discussione sul “Bar Sport”, titolo del suo primo libro, pubblicato nel 1976. Ne esistono ancora? E Benni ha risposto che al giorno d’oggi è difficile trovarli: “quelli erano i luoghi dove la gente si raccontava tutto. Erano dei teatri, dove ognuno aveva qualcosa da narrare”. E proprio il brano scelto dallo scrittore per l’incontro ha voluto fare il punto sul Bar Sport. Benni utilizza l’arma della satira per parlare della società e con grande maestria racconta l’evoluzione che è costretto a subire il suo luogo di ritrovo. Quando Gaudenzio, entrando nel libro, assume la gestione del bar, iniziano a comparire le prime modifiche: non si può giocare a carte, portare dentro gli animali, cambiano anche i bicchieri, ma soprattutto fa la sua comparsa un grande televisore. La “tragedia” poi, il momento dell’happy hour, che gli avventori del bar sono riusciti ad ostacolare poco dopo le prime battute d’avvio. Quanto alla fantasia, Benni ha ribadito di averne tanta: ““sono torrenziale nell’invenzione, ma spesso ho delle secche, la bravura sta nel combinare le storie con questi personaggi”. E’ per questo che l’autore ha ammesso di essere “serio, documentato e pedante” quando scrive, capace anche di rimanere su una sola pagina per dieci o quindici giorni. Quanto alla stato attuale della letteratura italiana, ha parlato del rischio cui spesso gli scrittori incappano, quello di ripetersi, motivo per cui è necessario mettere sempre in primo piano la fantasia legata ad una dose di precisione, “perché il lettore si accorge se qualcosa viene ripetuto”. (mp)
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