Virtual Rosary, una preghiera condivisa. Arriva un programma dagli States

Qualche anno fa era possibile accendere virtualmente un cero ad una persona cara scomparsa grazie ad un camposanto virtuale. Proposta che arrivava dagli States. Ed ecco che oggi è a disposizione di quanti navigano su internet il Rosario virtuale. Applicazione “leggera” e che offre a quanti lo scaricano, di pregare in modo condiviso con tanto di musica di sottofondo e con documenti e citazione dei Libri Sacri. Sul sito si avvisa il fedele che questo programma non può e non deve sostituire il Rosario vero e proprio, quello “sgranato” nei momenti in cui il fedele ne sente la necessità. Insomma, la preghiera condivisa sembra più l’ennesima trovata tecnologica più che l’aiuto che promette, non esplicitamente, il sito. Anche questo programma arriva dagli Stati Uniti e viene presentato con opzioni di orazioni in tante lingue. Quando la finestra del “Rosario virtuale” si apre basta modularlo sulla propria lingua, settarlo con musiche di sottofondo o meno e via così. Poi basta premere su “Amen” per cambiare pagina e passare alla successiva. L’altro giorno un intrattenitore di un programma radiofonico Rai ha intervistato l’”inventore” dell’applicazione il quale ha sostenuto che le persone che lo scaricano sono numerose. Ed aumentano. Va detto che tutto è gratuito. Ma non  è l’unico programma a sfondo religioso: da anni c’è una Bibbia che è possibile sfogliare sul proprio desktop e quindi leggere. C’è un motore di ricerca interno che risponde ai quesiti dei lettori. Tornando al “Virtual Rosary” tra i commenti raccolti in rete quello di “Don Tommaso” è che il programma aiuti a pregare e contribuisca a mantenere il Rosario una preghiera profonda e corroborante. Diversi i commenti degli scettici. Alcuni la definiscono una bizzarria ed altri una preghiera globalizzata.

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