1962: LA MODERNITA’ A SANREMO
Dopo l’esordio del “molleggiato” Adriano Celentano, l’anno precedente, il Festival ricevette una svolta che l’avrebbe avviato verso la ‘modernità’; nel 1962 avvenne per merito di Tony Renis.
La dodicesima edizione fu condotta da Renato Tagliani, affiancato da Vicky Ludovisi e da Laura Efrikian (poi moglie di Morandi); direttori d’orchestra Cinico Angelini e Gianni Ferrio. Domenico Modugno e Claudio Villa, formidabile coppia dello spettacolo, si aggiudicarono la vittoria con Addio addio. Al secondo posto, Sergio Bruni e Milva con Tango italiano; terzi, Sergio Bruni ed Ernesto Bonino con Gondolì gondolà. Vincitori morali furono però Tony Renis ed Emilio Pericoli con Quando quando quando (classificata al decimo posto), la canzone più conosciuta nel mondo dopo Volare: Dimmi quando tu verrai, dimmi quando quando quando. E baciandomi dirai ‘Non ci lasceremo mai’. Da ricordare con simpatia uno snello Gino Bramieri, interprete con Aurelio Fierro di Lui andava a cavallo, un allegro motivetto che fece presa sul pubblico: Lui andava spavaldo a cavallo, col cilindro e la rosa all’occhiello. Lei diceva che bello che bello quell’uomo a cavallo. E’ l’uomo del mio cuor. Il popolare maestro Angelini (pseudonimo di Cinico Angelo, nato nel 1901 a Crescentino, Vercelli) per l’ultima volta dirigeva l’orchestra del Festival. Per otto volte era stato la ‘bacchetta’ per eccellenza della manifestazione. Stava ormai per arrivare il tempo dei gruppi musicali che avrebbero suonato in autonomia. Sul palco di Sanremo si esibirono due ‘mattacchioni’ dello spettacolo: Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello; alcune loro scenette comiche non andarono in onda per i loro riferimenti politici. Quell’anno si aprì il Concilio Vaticano II°: un vero rinnovamento della Chiesa, grazie al papa ‘buono’ Giovanni XXIII. Il mondo intanto tirava un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo di una guerra tra Usa e Urss, a causa dei missili a Cuba. In politica interna, da segnalare la ‘svolta’ del centrosinistra, con l’accordo tra socialisti e democristiani. Nell’Italia dei misteri, ecco la tragica morte in aereo di Enrico Mattei, presidente dell’Eni, intenzionato a muoversi in autonomia rispetto alle società petrolifere straniere. Nel calcio, gli Azzurri vennero eliminati ed umiliati dal Cile. Franco Balmamion fu maglia rosa al termine del Giro d’Italia senza mai vincere una tappa (si ripeterà pure nel 1963). Nel cinema, Sofia Loren ricevette il premio Oscar con il film La ciociara. A Los Angeles, in circostanze poco chiare, moriva la diva Marylin Monroe, che aveva ‘stregato’ il pubblico con la sua bellezza e con le sue interpretazioni.
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