Dalla favola alla realtà. “Honda”, è un’azienda giapponese da molto tempo impegnata nella produzione di unità robotiche straordinariamente somiglianti proprio ai protagonisti di “Io, Robot”. Il prodotto, che sta crescendo ormai da almeno tre anni si chiama “Honda Asimo” e rappresenta il non plus ultra della tecnologia attuale applicata ad un replicante, ancora tutto sommato bruttarello e quadrato, ma pare decisamente funzionante. L’umanoide di latta è stato protagonista di molte convention ed è stato dimostrato che è in grado di guardare una persona vicina, di accettare una sfida di corsa, di camminare e magari anche trottare ed ha sicuramente una spiccata percezione del tatto e dell’equilibrio grazie a migliaia di sensori disseminati dappertutto. Questi consentono alla macchina di decidere e capire e rispondere con estrema rapidità. Addirittura non fa confusione tra un’arancia ed una palla da tennis se ne tiene in “mano” una. La Honda non si sarebbe ancora sbilanciata sulle possibili applicazioni di questi “cosi”. Si potrebbe sperare che vengano sfruttati come “aiutanti” (tanto sono macchine). Magari nelle miniere o per i lavori pesanti o per le costruzioni troppo rischiose per gli umani. Purtroppo però, il mercato è il mercato, e quindi, forse, nel 2035, anno in cui è ambientato “Io, robot” anche chi lo possiede potrebbe arrabbiarsi con il “domestico tecnologico” perchè ha rotto un piatto mentre lo lavava o ha fatto scolorire la magliette facendo il bucato. A quel punto il creatore uomo cosa farà tutto il giorno? Controllerà il livello delle batterie del robot per tenerle sempre in carica? (dr)
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