“La città fragile” mette in mostra le “debolezze” della modernità. A Milano

Punti focali della mostra saranno fragilità e paure che investono le persone travolte da una modernizzazione che rompe i riferimenti comunitari e famigliari che assicuravano [...]

Punti focali della mostra saranno fragilità e paure che investono le persone travolte da una modernizzazione che rompe i riferimenti comunitari e famigliari che assicuravano la trasmissione dei valori tra le generazioni. Lo spazio metropolitano è diviso quindi in zone che faticano a comunicare e a elaborare visioni del futuro condivise. Ecco allora emergere la città fragile. L’evento attraverso documenti fotografici, video, illustrazioni, mappe, dati statistici emblematici, vuole rappresentare alcune fragilità della [città contemporanea][4] mettendo in scena il rapporto tra la comunità del rancore, quella del rinserramento e della ricerca del capro espiatorio, comunità di cura, quella che cerca di farsi carico delle fragilità sociali, comunità operosa, quella che agisce in modo privilegiato nell’ambito produttivo e delle professioni.

Il percorso della mostra si snoda quindi su tre percorsi paralleli collegati da linee d’ombra che sottolineano l’intreccio concettuale tra fragilità, rancore e cura, mentre l’operosità sarà rappresentata dal visitatore. Sono gli operosi a mettere in mostra disagio e solitudine con il loro operato e nell’operoso si identifica anche il visitatore stesso. La spina dorsale della mostra sarà costituita da cinque schegge del rancore tematizzate su: società securitaria, biscotto nero-il caso Abba, femminicidio, malaombra-i suicidi nel mondo, la secessione dei benestanti. Intorno alle schegge si snodano i due percorsi orientati, da un lato, a rappresentare le fragilità metropolitane contemporanee: quelle che toccano l’universo giovanile, degli anziani, degli stranieri, delle donne, dei “matti”, mentre sull’altro lato verranno rappresentate esperienze emblematiche di pratiche di cura distinte in: professioni della cura, scuola, cura femminile, esercito dei buoni, impresa sociale e impegno istituzionale

Alla fine del percorso, la comunità della cura e la comunità degli operosi si fondono, accorpando anche la comunità del rancore nello spazio dell’illuminazione, un piazza nella quale verranno organizzati momenti di riflessione sui temi trattati nella mostra.

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