Enrico de Angelis, giornalista di lungo corso e responsabile artistico del Club Tenco è autore del volume Musica sulla carta. Quarant’anni di giornalismo intorno alla canzone in libreria per le edizioni ZONA dal 28 novembre.
“Tanti giornalisti lo fanno, ci sono cascato anch’io, con la scusa che il giornalista ho cominciato a farlo quarant’anni fa. Ho raccolto in un libro una copiosa messe di miei articoli, limitandomi al campo che mi ha più appassionato per tutta l’esistenza: la musica e dintorni, in particolare la canzone, la canzone d’autore, il teatro musicale“. Non a caso l’indice dei nomi conta circa duecento artisti, dei quali de Angelis si è variamente occupato nel corso del tempo. La singolarità della raccolta non sta solo nella generosa quantità di materia prima che l’autore mette a disposizione del lettore, quanto nel fatto che solo in un caso (Astor Piazzolla) si tratta di interviste: “Gli scritti sono molto personali – dice De Angelis nell’introduzione – e si riferiscono in prevalenza a spettacoli dal vivo oppure (ma molto meno) a uscite discografiche particolarmente rilevanti; e dunque vi si può leggere il percorso di ciascun artista ricostruendo alla fine, come in un puzzle, un’epoca consistente della storia della musica italiana“.
Fin dal suo primo articolo (Luigi Tenco: un utile ritorno – L’Arena, 13 dicembre 1969), è stato Enrico de Angelis a coniare l’espressione “canzone d’autore”, e sono proprio i cantautori a prevalere in questa raccolta di articoli dove gli eventi della cronaca sono pretesto all’esercizio riflessivo e critico su ciascun artista. Tra i più citati, esaminati, evocati ci sono sicuramente Luigi Tenco, e poi Paoli, Gaber, Jannacci, De Gregori, Dalla, e Paolo Conte. Quest’ultimo scrive: “Enrico de Angelis è un autentico pioniere della critica e della saggistica nel mondo cantautorale. I suoi articoli sono esemplari per la colta scrittura, la preparazione storica e il caldo entusiasmo semantico. Per quanto mi riguarda, mi sono sentito per tanti anni sostenuto, illustrato e spiegato dalla sua penna quasi con l’aggiunta sensazione di avere in lui un critico a mia personale disposizione. E così sarà probabilmente per gli altri artisti di cui si è occupato. Benvenuto questo libro che raccoglie il meglio del suo lavoro“.
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