Intriganti mostre. Il desiderio? Viaggia sui tacchi alti
Molto s’è detto – e s’è scritto – a proposito della predilezione delle donne per i tacchi alti, amati e demonizzati nello stesso modo da chi ritrova in un paio di scarpe alte uno stuzzicante elemento di seduzione o da chi, al contrario, intravede un motivo di sottomissione della donna al desiderio maschile.
Ed è difficile dare completamente torto a a coloro che nelle ardimentose architetture delle scarpe attuali individuano non solo una buona dose di fetisch ma anche una forma di masochismo da parte delle portatrici di tali trampoli. Tuttavia il fenomeno non è proprio recente:
<<L’origine del gesto di innalzarsi sulle scarpe inizia lontano nel tempo. Non a caso i primi a volerle ed utilizzarle, nel vicino medio oriente e in occidente, furono Re e Principi (come il leggendario Sultano turco Tamerlano, e Luigi XIV di Francia, da cui il tacco Luigi). Diversi i possibili significati associabili al tacco alto. Può essere “trono” e simbolo di regalità e preziosità, ma anche “colonna” con signifi cato cosmico e spirituale, immagine dell’hieros gamos (matrimonio del cielo con la terra), e delle “due colonne”, simbolo di maschile e di femminile. Può richiamare all’archetipo della dea Afrodite (rappresentata in piedi innalzata su
una conchiglia dischiusa e in una posa che evidenzia le varie parti del corpo att raverso una composizione leggermente asimmetrica). Camminare sui tacchi genera un movimento sinuoso e sensuale >>.
Autore delle affermazioni è Riccardo Righini, presidente dell’Associazione CRac che cura e organizza la sesta edizione di “Desideri sui tacchi. Scarpe: arte e poesia del quotidiano“, in svolgimento fino al 29 novembre nella Villa Torlonia (La Torre) a San Mauro Pascoli. Nel centro romagnolo, noto non solo per aver dato i natali al Poeta ma per essere anche il “paese dei calzolai”, la rassegna propone nello stesso tempo una mostra di opere d’arte contemporanea ispirate ai tacchi ed un’esposizione di calzature di gran moda prodotte in loco.
<<Gli artisti partecipani, italiani e stranieri – prosegue Righini - affermati e giovani emergenti , hanno eseguito ex novo le loro opere utilizzando sia i mezzi tradizionali, come la pittura, la scultura, il disegno, l’acquerello, il riciclo di materiali,
la ceramica, ma anche il video, la fotografia digitale e l’istallazione. Attraverso i loro lavori hanno indagato aspetti diversi e soggettivi, come il senso di elevazione, di ebbrezza, seduzione, la femminilità, di piedistallo per qualcosa di elevato e prezioso, l’eros, il tatto, la leggerezza, il sentimento, il rapporto intiista, i rituali, il feticismo, il movimento, i ruoli che assumono i due sessi attraverso la scarpa, il proprio sé, il gioco, il gesto, il progetto, il vintage, il sogno, dando così una nuova definizione estetica dell’oggetto>>.
In mostra le opere di: Lino Alviani, Caterina Arcuri, Cinzia Baccarini, Enrica Borghi, Rudolf Calonder, Ida Carlone, Daniele Caroli, Marco Casadei, Azelio Corni, Silvio Craia, D Minc, Teo De Palma, Jorge Egea, Caterina Faccia, Luca Freschi, Katia Kalniete, Hans Hermann Koopman, Marisa Korzeniecki, Salvatore Lovaglio, Francesca Marelli, Luca Marietti, Floriana Mucci, Antonio Pecchini, Franco Savignano, Alp Ucar, Irene Zangheri, Paola Babini, Rosa Banzi.
Curiosa, intrigante, leggera, la mostra merita una vista qualsiasi cosa si pensi dell’oggetto tacco. E’ aperta il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19. Info al 389.7821855.
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