Vinci, la Gioconda nuda più che una curiosità. Sino al 6 gennaio 2010

Sino al 6 gennaio 2010 è possibile rendersi conto, a Vinci, al Museo Ideale Leonardo da Vinci, sulle nuove scoperte scaturite dalle ricerche sulle Gioconde, in particolare sulla “Gioconda nuda” dopo l’inaugurazione della mostra “Joconde. Da Monna Lisa alla Gioconda nuda” e dopo le celebrazioni virtuali per l’anniversario della nascita di Monna Lisa Gherardini. La mostra evidenzia la tipologia di “Gioconda nuda” più vicina a Leonardo, cioè di scuola lombarda. Ne sono al centro due dipinti originali, un tempo attribuiti a Leonardo, e due incisioni: opere esposte per la prima volta insieme e di cui è iniziato lo studio storico artistico e scientifico a confronto con le altre versioni. Dello stesso tipo si sta cercando, in particolare, il dipinto che risulterebbe esposto a Las Vegas negli anni Sessanta. Intanto stanno emergendo altre varianti della “Gioconda nuda” attribuite a pittori fiamminghi influenzati da Leonardo, come Joos van Cleve; per esempio quella individuata in Germania a Mönchengladbach. Leonardo “inventò” un tema iconografico che per la dinamica della figura, la frontalità dello sguardo, la posizione delle mani e la concezione spaziale del paesaggio, con colonne ai lati, è in evidente rapporto con la “Gioconda” del Louvre. La “Gioconda nuda” è stata denominata talvolta “Monna Vanna” ed è considerato il ritratto di una cortigiana o di una meretrice. Questo soggetto era stato trascurato in relazione alla pittura di Leonardo ed è rimasto sconosciuto al grande pubblico. Pone invece molti interrogativi che l’attuale esposizione rilancia all’attenzione esponendo due importanti versioni pittoriche praticamente sconosciute che ora saranno sottoposte a indagini storico-artistiche e scientifiche e due antiche incisioni (tradizionalmente considerati di Leonardo stesso) e documentando varianti riferite alla sua scuola lombarda (le più prossime al maestro, per le quali si menziona soprattutto l’allievo prediletto Salai) o fiamminga (rielaborate successivamente, per esempio da Joos van Cleve).

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