L’atelier di Sandro Chia alla Triennale Bovisa. Incontri e confronti col maestro della Transavanguardia

C’erano una volta le tre “C” della Transavanguardia: Cucchi (Enzo), Chia (Sandro) e Clemente (Francesco),  tre pittori simbolo di quel movimento individuato da Achille Bonito Oliva nel 1979 e che ha connotato fortemente il decennio successivo fino a “storicizzarsi” e ritagliarsi nell’ambito delle vicende artistiche di fine secolo, il solido ruolo di movimento che ha restiuito agli artisti la voglia e la dignità della pittura, ovvero del gesto del dipingere, e non è poco.

Nei mesi scorsi alla Triennale Bovisa (Milano) la prima “C” della Transavanguardia, Enzo Cucchi,  ha aperto il suo laboratorio per un esperimento d’incontro ravvicinato con l’arte ed i suoi protagonisti sotto il titolo “Atelier Bovisa”, laddove un programma di eventi e incontri ha accompagnato l’esposizione delle opere del noto artista marchigiano. Da martedì 10 novembre si replica. Alla Triennale entra un nuovo “inquilino”, un altro nome noto della Transavanguardia: il toscano Sandro Chia per una mostra – evento  curata da Maurizio Vanni.

Il nuovo  Atelier Bovisa si trasforma ancora in un laboratorio vivo dove il visitatore ha la possibilità di attingere direttamente al lavoro e alle parole dell’artista in un confronto dialettico aperto.discussione_tra_uomini Il “fare” è messo al centro dell’iniziativa: le opere e una serie di incontri-workshop organizzati negli spazi espositivi permetteranno di conoscere i processi creativi dell’artista per rivelarne aspetti inediti e fornire nuove modalità di lettura del suo lavoro. In mostra sarà presente il lavoro simbolo dell’esposizione “Istruzioni per l’uso”: “La supercacciata dall’Eden”, insieme a cinque grandi dipinti ad olio realizzati appositamente e ad alterttante video installazioni. Su una parete un’installazione si propone poi come una storia illustrata in cui vengono intersecati oltre settanta disegni realizzati dal maestro, un racconto minore inedito, una sorta di autobiografia per immagini, di dis-segni collegati ad aneddoti, pensieri e vicende esistenziali; e infine, una sala interamente dedicata al design creato in collaborazione con Cleto Munari completa il percorso.

La mostra e il calendario degli incontri di Atelir Bovisa, consultabile su www.triennale.it,  si propongono di fornire ad ogni visitatore delle istruzioni per l’uso per comprendere meglio il ruolo dell’arte nella vita di tutti i giorni, filtrandola attraverso gli occhi dell’artista, ma soprattutto partecipando attivamente. Sandro Chia è, infatti, sempre presente in mostra. La biografia di Chia, che oggi vive e lavora tra Miami, Roma e Montalcino (qui peraltro nela sua azienda vinicola di Castello Romitorio, produce ottimi vini, tra cui il rinomato Brunello) è un lungo incasellarsi di successi e riconoscimenti internazionali a partire proprio dagli anni della Transavanguardia, quando l’artista ha cominciato ad esporre in alcuni dei più importanti musei e gallerie del mondo. Ha esposto alle Biennali di Parigi e di San Paolo e più volte alla Biennale di Venezia (anche in questo 2009 nel Padiglione Italiano).

Superando il lungo e prestigioso elenco di mostre  personali, ricordiamo che nel 2003, lo Stato Italiano ha acquistato tre sue opere per la collezione permanente del Senato della Repubblica a Palazzo Madama, mentre nel 2005 sono state collocate due sculture monumentali davanti alla sede della Provincia di Roma nella stessa capitale.

Nota finale: per tutto il 2009 l’ingresso alla Triennale Bovisa sarà gratuito, senza  limitazioni d’orario e giorni.

aborigeni

fine_partita

war_game

© Riproduzione riservata

Condividi
facebook twitter delicious google digg reddit technorati su buzz mixx myspace
Post correlati

2 commenti per “L’atelier di Sandro Chia alla Triennale Bovisa. Incontri e confronti col maestro della Transavanguardia”

Lascia un commento