Lugano, una mostra inconsueta dal titolo “Corpo automi robot. Tra arte, scienza e tecnologia”
Corpo, automi, robot tra arte, scienza e tecnologia. Il museo d’arte di Lugano ha organizzato (terminerà il 21 febbraio 2010), in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e con la partecipazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e del Museo Cantonale d’Arte di Lugano la mostra “Corpo automi robot. Tra arte, scienza e tecnologia” che affronta il rapporto tra il corpo umano e la rappresentazione che di esso è stata data da parte delle arti, della scienza e della tecnologia, soprattutto per quanto riguarda la dinamica dell’imitazione del corpo (con gli automi) e della sua sostituzione (con i robot). L’esposizione allestita al Museo d’Arte e a Villa Ciani, è curata da Bruno Corà, direttore del Museo d’Arte e coordinatore del Polo Culturale di Lugano e Pietro Bellasi, curatore della Fondazione Antonio Mazzotta e docente di sociologia all’Università di Bologna. Collaborano Gilles Caprari, ricercatore in robotica ETHZ e diretore della GCtronic Robotica di Mendrisio; Christoph Hänggi, direttore del Museum für Musikautomaten, Seewen; Mario G. Losano, docente di Filosofia del Diritto e Informatica giuridica all’Università del Piemonte Orientale; Carlo Piccardi, musicologo; Pio Pellizzari, direttore della fonoteca nazionale svizzera di Lugano; Renato Reichlin, direttore del Settore Spettacoli della Città di Lugano; Vivi Vassillopoulou, direttrice delle Antichità e del Patrimonio Culturale della Grecia che fa capo al Ministero greco della cultura di Atene. L’evento si articola in due sezioni: la prima, allestita a Villa Ciani, ripercorre la storia degli automi, proponendo un excursus dalla Grecia classica ai nostri giorni e includendo alcuni prodotti della più avanzata tecnologia quali robot e androidi. La seconda, presentata al Museo d’Arte, dà spazio alla riflessione sulla creazione artistica dell’età moderna e contemporanea incentrata sul rapporto corpo-macchina e corpo-tecnologia. Reperti archeologici, disegni, libri, documenti relativi al teatro, al cinema e alla musica, varie tipologie di automi – fra i quali il celebre disegnatore di Jacquet-Droz – realizzati nel XVIII secolo, giocattoli, dipinti, sculture, video, installazioni, robot industriali e ludici sono presentati seguendo un allestimento a carattere prevalentemente cronologico, senza peraltro escludere ibridazioni di tipo tematico, tali da consentire la messa in dialogo delle opere esposte, provenienti da diverse raccolte sparse in tutto il mondo. Il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano partecipa con sei modelli storici di macchine costruite negli anni ‘50 partendo dall’interpretazione dei disegni di Leonardo da Vinci e dedicate allo sviluppo di automatismi o alla traduzione di forme animali e umane, come le strutture alari e il palombaro.
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