“A Christmas Carol”, il romanzo di Charles Dickens fu pubblicato per la prima volta il 19 dicembre del 1843 ottenendo un successo immediato e tanto durevole da arrivare intatto ai giorni nostri. Il racconto fantastico di Ebenezer Scrooge e del suo spirito natalizio perduto e ritrovato è dunque a tutti gli effetti un classico: tradotto in numerose lingue, in italiano col titolo “Un canto di Natale” già riadattato per il teatro e per il cinema (è del 1970 Scrooge – La più bella storia di Dickens di Robert Neame), è il racconto natalizio per eccellenza dove alle tematiche sociali tanto care allo scrittore, si uniscono il senso della redenzione, dell’amore universale e il trionfo della coscienza prima ancora che del bene.
E se l’arcigno finanziere della city Ebenezer Scrooge ha per caso le espressioni di Jim Carrey, e se l’ambientazione è una Londra “migliorata” da curatissimi effetti in 3d e la regia che coordina il tutto è quella di Robert Zemeckis, è persino troppo facile ipotizzare un ennesimo trionfo della storia scritta da Dickens 156 anni fa. Ieri sera proprio nella capitale inglese c’è stata l’anteprima mondiale del film prodotto da Imagemovers e distribuito dalla Walt Disney Pictures. Una serata evento dai grandi numeri (tre i concerti tra la City, Regent street ed Oxford circus) e dagli accenti anche italiani. Andrea Bocelli, interprete di “God Bless us Everyone“, il brano finale di “A Christmas Carol”, chicca della colonna sonora scritta da Alan Silvestri, ha cantato al teatro Odeon accompagnato da un coro in costume entusiasamando il pubblico . Conclusione di un pomeriggio denso di ospiti ed eventi. Per inciso, il brano che si può ascoltare per 30 secondi sul sito della Disney records (http://disneymusic.disney.go.com/albums/achristmascarolsoundtrack.html) lo ritroveremo nella raccolta di canti natalizi ”My Christmas”, in uscita per la Sugar il 20 novembre e nella quale Bocelli si cimenta in classici del Natale e duetti.
Ma torniamo al film, che in virtù della tecnica della performance capture ( le espressioni di un attore vengono catturate da un personaggio virtuale), vede il trionfo assoluto di Jim Carey – faccia di gomma che ricopre ben sette ruoli, tra cui quello del protagonista e dei fantasmi del Natale passato, presente e futuro. Con lui, le facce di Gary Oldman, Colin Firth, Cary Elwes. Proprio l’adozione di questa tecnica, che Zemeckis ha già adoperato in Polar Express e ne La leggenda di Beowulf, è l’aspetto che si presta alle maggiori contestazioni. Ad ogni modo tempo fa il regista confermava piena fiducia alla preformance capture. Secondo lui “gli attori vengono liberati dalla tirannia di un film ordinario, con i problemi delle luci, delle posizioni della cinepresa, dei capelli o dei costumi. È una performance allo stato puro e i grandi attori di questo film lo apprezzano“. A proposito di A Christmas Carol, invece, Zemeckis ha più volte ribadito che è una delle sue storie preferite.
Il film, in uscita venerdi negli States sarà nei cinema italiani dal 3 dicembre.
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LA PERFORMANCE DI BOCELLI
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SCATTI DAL FILM
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