I 20 anni della caduta del Muro di Berlino saranno ricordati in tutto il mondo. La celebrazione di quella sera che cambiò la storia ritroverà nelle piazze, nei musei, nelle sale da concerto una moltitudine di momenti e infinite declinazioni: ci sarà – è prevedibile – un po’ di retorica politica, ci saranno approfondimenti televisivi, dotte dissertazioni e ci saranno anche musica, mostre e spettacoli teatrali, perché l’arte – è noto – arriva alla mente e al cuore meglio e prima d’ogni discorso ufficiale. Solo a Milano, tuttavia, per celebrare il crollo dell’odiosa barriera si alzerà un nuovo muro. A realizzarlo, esattamente nella mattinata di lunedì 9 sarà l’artista Dario Milana, alias DTAO che nel cortile interno di Palazzo Reale, alzerà una barriera di cinque metri e trenta per venti di lunghezza per poi farla cadere alla presenza dell’assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory che per l’occasione ha chimato alla leva intellettuali, artisti e giornalisti per demolire insieme il muro.
“Una giornata per pensare e rappresentare un valore che spesso consideriamo scontato: la libertà – ha spiegato i l’assessore in occasione della presentazione degli eventi per il ventennale – . Vogliamo allestire un progetto culturale che si muove su due direzioni: produrre eventi sul territorio per intercettare l’interesse della cittadinanza e spiegare che i muri sono dentro di noi e hanno lo spessore del pregiudizio e dello stereotipo. Perciò ho pensato che l’arte contemporanea potesse essere il genere culturale adatto a celebrare questo importante avvenimento”.
Un ricco calendario di appuntamenti animerà dunque l’intera giornata del 9 novembre e, in alcuni casi, andrà oltre. A dare il via al tutto è la cerimonia di intitolazione dei giardini di viale Montenero al “9 Novembre, anniversario caduta del Muro di Berlino”. Alla Loggia dei Mercanti si inagurerà invece la mostra fotografica, allestita fino al 22, I Graffiti del Muro di Berlino, 60 foto scattate due anni prima della caduta del Muro, nel 1987, che documentano i graffiti presenti sul lato occidentale del Muro di Berlino, i cui resti ancora oggi costituiscono una galleria a cielo aperto nella capitale tedesca.
“Per quasi trent’anni, la grigia parete del Muro che divideva Berlino è stata la tavolozza sulla quale i giovani artisti – berlinesi e non – hanno dipinto la voglia di libertà di un’intera generazione – ha commentato, sempre in occasione della presentazione di ieri il ministro della Gioventù Giorgia Meloni -. Quei graffiti sono talmente significativi per la memoria europea che il Comune di Berlino ha stanziato 2,5 milioni di euro per recuperarne almeno una parte. La mostra che presentiamo qui a Milano riproduce gli affreschi che decoravano il Muro di Berlino nel 1987, due anni prima della caduta. Ma il progetto non si esaurisce qui. Continua infatti su internet con la rassegna ‘Breaking Walls’ con l’invito ai protagonisti della Street Art contemporanea a dedicare una loro opera ai tanti muri che ancora devono essere abbattuti. Reprimere il vandalismo degli imbrattatori non vuol dire non avere attenzione nei confronti di un’espressione della creatività giovanile particolarmente originale e feconda”.
Ma non è tutto qui, fino a domenica 22 novembre Milano si trasformerà in un museo a cielo aperto con Plaza: Oltre il limite 1989-2009. Un evento che guarda all’arte come un’occasione per condividere, oltre ogni confine, i valori della libertà, del dialogo e dell’alleanza tra i popoli. Piazza Fontana, piazza della Scala, via Larga, via Dante, piazza San Babila, corso Vittorio Emanuele, Galleria del Corso, Palazzo Reale, piazza Cadorna, piazza Duca D’Aosta, piazza Castello ospiteranno opere d’arte contemporanea, tra sculture, installazioni, video art e percorsi espositivi fotografici che parlano di muri e frontiere superate, di incontri e incomunicabilità, di unione e solitudine, di libertà e alleanza tra i popoli. Ognuna con un lessico originale, complesso e articolato, a volte impertinente e pungente, a volte riflessivo e concettuale.
E ancora, alla biblioteca Sormani, dal 9 al 16 novembre, sarà allestita una mostra dedicata alle pubblicazioni sulla caduta del Muro di Berlino e agli anni della Guerra Fredda, da Yalta ai giorni nostri: le pagine di quotidiani e periodici nazionali e internazionali dell’epoca racconteranno gli eventi di quegli anni.
E per finire, il 16 novembre, alle ore 15, l’aula De Carli della facoltà di Architettura del Politecnico (ospiterà lo spettacolo “1989…Crolli” , regia di Serena Sinigaglia con Fabio Chiesa, Mattia Fabris, Matilde Facheris, Stefano Orlandi, Marcela Serli. “1989 Crolli” è il terzo e ultimo capitolo di una trilogia che la Sinigaglia dedica al teatro civile, attraverso una rilettura degli avvenimenti chiave che hanno stravolto la nostra epoca.
© Riproduzione riservata


