La chiamano la “Casa delle idee”, ma è più di una casa è un universo a sé, un mondo composito dove le leggi della fisica vengono infrante in ogni momento e dove i buoni vincono sempre. La fabbrica dei supereoi, al secolo la Marvel Comics nell’anno stesso in cui rientra nella sfera di un altro universo fantastico, quello Disney (la transazione è avvenuta ad agosto per 4 miliardi di dollari terrestri) compie 70 anni. Settant’anni passati a spacciare fantasia conquistando di diritto un posto nella cultura popolare di tutto il mondo che ha – oggi come allora – bisogno di eroi per alimentare se stessa. E degli eroi Marvel si sono nutrite intere generazioni, cresciute combattendo il male accanto a Spider-Man, Capitan America, Hulk, Iron Man, i Fantastici Quattro, Thor, gli X-Men, Silver Surfer, Daredevil.
E’ l’ottobre del 1939, in Europa la Seconda Guerra Mondiale è cominciata, a New York l’editore Martin Goodman, proprietario della Western Fiction Publishing, dà alle stampe una rivista a fumetti, si chiama Timely Comics ed è l’inizio dell’avventura. Il pricipie di Atlantide Sub Mariner, in costume da bagno e orecchie a punta è il promo abitante di quell’universo di carta, ben presto seguito da altri eroi come la Torcia Umana e Capitan America, ma il mondo Marvel è ancora in formazione, il creatore che ne delineeraà le forme, è ancora un ragazzo di 17 anni, si chiama Stanley Lieber e alla Tmely Comics è poco più di un fattorino che sogna un futuro da scrittore. Dalla penna dello scrittore mancato non è venuto fuori alcun personaggio da romanzo, ma un intero universo diventano leggenda: Spider-Man, Hulk, Iron Man, i Fantastici Quattro, Thor, gli X-Men, Silver Surfer, Daredevil, tutti fluiti dalla fantasia di Lieber, alias Stan Lee (scelse uno pseudonimo perché il sogno di fare il romanziere non lo aveva ancora abbandonati), per gli innumerevoli fan “Stan the Man”.
E’ il 1961 quando, rispondendo alla richesta di creare un gruppo di eroi “diversi” dai canoni consolidati, Lee crea i Fantastici Quattro, fu un successo, i fan cominciarono a moltiplicarsi.
Forte delle vendite dei Fantastici, l’editore Martin Goodman chiede a Lee di creare altri super eroi: ecco allora che arrivano Hulk, Iron Man e soprattutto Spider-man, l’Uomo ragno. Pare che l’editore, però, non lo accettasse di buon grado, convinto di ciò dal fatto che la gente non ama gli insetti. Quando vide il livello delle vendite cambiò idea. Ed anche Spiderman è un eroe “diverso”: a differenza di Superman o Batman, Spiderman è gravato da problemi personali. Il suo alter-ego, Peter Parker, non è un giornalista o un miliardario ma un timido ragazzo del Queens la cui famiglia fatica a pagare le bollette. Ha dichiarato Lee al Times: “Mi aveva colpito il fatto che i supereroi non avessero una vita personale. Le storie erano sempre sulla loro lotta contro il cattivo, ma che cosa facevano quando non erano combattere il male? Come vivevano? Come guadagnavano il proprio denaro? Come facevano a pagare l’affitto? Quale era la loro vita quando non indossavano un costume? Mi venne in mente che se avessi potuto prendere un bambino normale, solo un adolescente, non troppo popolare, non troppo bello, e fare di lui l’eroe, allora sarebbe nato un libro che valeva la pena leggere”. La Marvel, che affronta gli anni ’60 come la “piccola” de settore, chiuderà il decennio fatturando circa 10milioni di dollari al mese, Stan Lee viene invitato nelle Università a tenere lezioni magistrali sul questo fenomeno Pop per eccellenza. I fumetti Marvel attraversano le ribellione giovanile e la guerra del Vietnam e non manca chi vuole identificare nell’individualismo dei supereroi un chiaro messaggio politico e anti comunista. “Volevamo solo divertire i lettori (…) e inserire messaggi contro il bigottismo”, replica Lee.
Negli anni settanta, cercando di superare la crisi del settore, la Marvel comincia a pubblicare altri tipi di fumetti come il fantasy di Conan il barbaro , quelli horror (con titoli quali Man-Thing, La Tomba di Dracula e Ghost Rider) e di arti marziali (con la serie Shang-Chi). Un evoluzione che segue i tempi, e a volte li precede, i nuovi personaggi si susseguono tra vicende societarie altelenanti: negli anni ’90 un nuovo boom, l’arrivo di X – Men. Il primo numero, pubblicato nel 1991, detiene ancora il record di fumetto più venduto al mondo con circa 8 milioni di copie.
Riprendiamo da Wikipedia: “Oggi la Marvel, dopo aver sfiorato il fallimento nel 1996, fa parte di un grande colosso industriale nel campo dell’intrattenimento e continua a pubblicare albi a fumetti con i suoi eroi più importanti, ben gestita dall’editor-in-chief Joe Quesada, ex-cartoonist indipendente, che ha anche varato diverse nuove iniziative editoriali”
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