Johnnie Shand Kydd, fotografo – biografo di artisti. A Napoli da sabato le sue immagini

A Napoli al Madre, la vita di artisti raccontata minuziosamente in immagini. Opera del fotografo britannico Johnnie Shand Kydd che è stato il biografo visivo dei famosi e scandalosi “Young British Artists” che si sono affermati internazionalmente durante lo scorso decennio nell’orbita delle più importanti gallerie londinesi: Damien Hirst, Tracey Emin, Sarah Lucas, Jake e Dinos ChapmanSam Taylor Wood, per nominarne solo alcuni. Artisti famosi e spesso irriverenti, delle vere e proprie popstar dell’arte contemporanea che Shand Kydd ha seguito e intrappolato nel suo obiettivo. Li fotografava nei loro atelier mentre lavoravano, durante i party mentre ballavano o si ubriacavano, li fotografava mentre scherzavano, mentre si baciavano, mentre firmavano autografi, mentre passavano l’aspirapolvere attorno alla loro ultima opera, come l’italiano Maurizio Cattelan alla Royal Academy of Arts con la sua La nona ora, l’installazione dove si vede un papa Wojtyla di cera colpito da un meteorite. La storia di Johnnie Shand Kydd rappresenta l’esempio di come una carriera artistica possa nascere in maniera del tutto accidentale e inconsapevole, nutrendosi di gesti quotidiani e straordinari di personaggi noti così come di gente comune. Parallelamente a questo eccezionale reportage del frenetico mondo dell’arte contemporanea, negli ultimi anni Shand Kydd, quasi per contrasto, ha iniziato a frequentare assiduamente e in totale anonimato la città di Napoli, fotografandone in maniera straordinariamente originale i suoi splendori e le sue miserie, come un raccontastorie, l’artista narra attraverso le immagini le infinite contraddizioni della città che la rendono così unica nel panorama delle metropoli europee. In anteprima le fotografie originali verranno esposte al Madre a partire dal prossimo 31 fino al 15 febbraio 2010, una selezione di questo singolare reportage partenopeo verrà inoltre pubblicata dalla casa editrice di Damein Hirst “Other Criteria”.

© Riproduzione riservata

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