“Polvere di Bagdad”: l’omaggio di Scaparro ai sogni perduti dell’Iraq. Protagonista, Massimo Ranieri
Le immagini dei saccheggi al Museo archeologico di Bagdad, all’indomani della caduta di Saddam Hussein sono rimaste nella memoria collettiva, assorte a simbolo di come le guerre provino sempre a cancellare, assieme alle vite, la memoria migliore di un popolo. A volte ci riescono, a volte, dalla “polvere” è possibile recuperare quel che resta e ricostruire. A Bagdad non solo il museo, tra i più ricchi al mondo, è rimasto oltraggiato dalla guerra, ma la strada dei librai, la Biblioteca Nazionale, il Caffè Chantal ed altri spazi dedicati alla creatività e alla conoscenza sono stati distrutti dalle bombe. Se pure troveranno mai una nuova vita, quel che erano è perduto per sempre.
“Se oggi chiediamo a un giovane cosa gli evoca la parola Bagdad sicuramente ci risponderà guerra, distruzione, violenza. Qualche anno fa forse quello stesso giovane avrebbe risposto Sherazade, Sinbad, Le mille e una notte. In pochi anni le guerre del Golfo hanno cancellato secoli di cultura e di storia”. A dirlo è Maurizio Scaparro, autore e regista di “Polvere di Bagdad”, spettacolo che proprio a quella cultura oltraggiata rende un intenso omaggio.
Dopo dodici anni dalle “Mille e una notte” dei tappeti volanti e della fiaba, Scaparro ritrova dunque le strade dell’Oriente ambientando il suo lavoro nell’Iraq di oggi, dove tra le violenze della guerra alcuni personaggi recuperano la “polvere” di quella cultura perduta attraverso la narrazione, la musica, la poesia. Il cast messo assieme è di primo livello: Massimo Ranieri come protagonista, un nuovo Sindbad che torna a casa nella Baghdad di oggi, distrutta dalla guerra; con lui la prima ballerina dell’Operà di Parigi, Eleonora Abbagnato, nelle vesti di una inconsapevole Sherazade e poi quindici tra attori e musicisti italiani e del bacino del Mediterraneo. Uno degli ultimi cantastorie, un soldato europeo che non sa bene perchè si trova là, un professore, una bella ragazza, un suonatore iracheno di liuto arabo, sono i rappresentanti di quell’umanità con cui Maurizio Scaparro prova a riprendere il filo della speranza a Bagdad. E lo fa mescolando alle riflessioni attuali, il grande immaginario delle “Mille e una notte” e le suggestioni del Mediterraneo dove quei sogni hanno viaggiato nei secoli. In “Polvere di Bagdad”, le parole e la musica hanno lo stesso peso; le prime sono quelle del poeta siriano Adonis (Al’ Ahmad Sa’d Isbir Adonis) e del corrispondente di guerra Massimo Nava, legate dai testi dello stesso Scaparro e di Francesca Corrao; la musica, invece, è di Mauro Pagani che ha realizzato un tappeto sonoro che vuole sottolineare come anche la musica muova affascinanti intrecci di suoni e di ritmi tra la musica dei paesi arabi e quella contemporanea occidentale e del jazz in particolare.
Al debutto il 5 e 6 novembre a Venezia al Teatro Piccolo Arsenale - momento conclusivo del lavoro che il Settore Teatro della Biennale di Venezia ha dedicato per due anni al Mediterraneo – “Polvere di Bagdad” sarà già in questa stagione in tournée in diverse città italiane, fra cui Roma (Teatro Eliseo), Milano (Teatro Franco Parenti), Siena. Prima ancora del debutto (in questi giorni sono ancora in corso le prove, a Roma) è fin troppo facile prevedere che sarà un successo.
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[...] show di piazza Fellini che andrà in diretta tv su Rai 1. Conduce Fabrizio Frizzi e tra gli ospiti: Massimo Ranieri, Max Pezzali e Malika [...]
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