Battiato, il nuovo grido di protesta. Dal 30 nelle radio

Ed ecco un atteso ritorno. Il nuovo singolo di Franco Battiato, dal cd che uscirà il 13 novembre prossimo. Sarà un disco particolare “Inneres Auge” dove si troveranno  quattro brani inediti assieme a pezzi già ascoltati ma ricantati e riarrangiati. Dunque l’anteprima del raffinato musicista siciliano non può considerarsi “raccolta” ma è un vero e proprio album il cui ascolto consente di canticchiare canzoni famose e poi accostarle agli inediti, sempre più “eleganti” sia nella parte vocale sia in quella strumentale. Il singolo (lo si potrà assaporare il 30 ottobre nelle radio) mette in evidenza una vera e propria accorata “protesta” per il momento storico che stiamo vivendo. Nel brano accenni contro politica e potere come già ascoltato in quel pregevole pezzo “Povera patria” che risale a 18 anni fa oppure in “Ermeneutica” di cinque anni fa, dove l’autore racconta di seme umano infettato da tensioni e frustrazioni, di una “mostruosa creatura” chiamata fanatismo che ha stravolto il senso del sacro, di uomini schiavi delle macchine e di stati servi di “quella scimmia di presidente” per il quale “s’invade si abbatte si insegue si ammazza il cattivo si inventano democrazie…”. Questo il testo della “ribellione” del cantautore. INNERES AUGE

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina. Uno dice che male c’è a organizzare feste private con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti? Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro? La Giustizia non è altro che una pubblica merce… di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia, quella verticale verso lo spirito. Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore che con il tempo e ci vuole pazienza, si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia, quella verticale verso lo spirito. Ma quando ritorno in me, sulla mia via, a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato… mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!

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