Mendrisio, in corso la mostra “Lo sport nell’antichità” con rarità del mondo ellenico

Lo sport nell’antichità][2]. Una mostra interessante che si svolge a Mendrisio, nel canton Ticino. Quanto fosse importante per la Grecia antica lo sport è documentato nei poemi omerici, dove si può trovare (Iliade- VIII sec. a.C.) un’accurata descrizione dei giochi funebri dedicati a Patroclo, giochi che servivano sia a commemorare l’eroe sia a rendere coesa la comunità. Ancora più antica è la figura di Eracle, personaggio mitologico figlio di Zeus che ascrive l’attività sportiva nel campo divino. Nell’ordine della filosofia greca del kalos kai agathos, ovvero del bello e del buono, non poteva non trovare uno spazio importante l’esercizio fisico per la formazione personale dell’individuo. Nella mostra Gli atleti di Zeus, lo sport nell’antichità che si protrarrà fino al 10 gennaio 2010, al Museo d’arte di Mendrisio, si possono ammirare 150 oggetti dedicati a questo tema. Marmi, anfore, bronzi, coppe, ma anche oggetti che hanno il sapore della quotidianità e della preparazione atletica. Sono esposti grazie alla collaborazione di diversi musei europei, tra i quali, Dresda, Basilea, Berna, Francoforte, Karlsruhe ed altri ancora. Da segnalare come capolavoro l’Anfora panatenaica di Exekias (540-535 a. C.) e il Discobolo in bronzo, copia romana ispirata al grande artista greco Mirone ( 490 a. C.). Il catalogo edito da “Silvana” e scritto in collaborazione con il Museo d’arte di Mendrisio, permetterà l’approfondimento della mostra. (Adriana Amorese)

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