Da Trieste a Berlino, è il percorso della Factory-Art Gallery che sabato proprio nella capitale tedesca inaugura ospitando Silhouette, un’esibizione dell’artista americano Phil Hansen. Noto negli States per le sue partecipazioni ad eventi di rilevo assoluto (uno su tutti il Grammy 2009), Hansen è un artista decisamente insolito che crea e manipola l’immagine con ogni mezzo possibile (famosa la Gioconda realizzata col grasso degli hamburger) . Ma andiamo con ordine. Tradizionalmente per l’artista visivo l’atto della creazione tende ad essere una questione privata, è il prodotto finale l’unico aspetto “pubblico” di un processo che in realtà può essere anche molto lungo. Hansen ha al contrario, lavorato per condividere lo stesso atto della creazione con gli spettatori. Atto che è visto come parte integrante del suo percorso. Hansen chiede: si può definire il confine tra pubblico e privato? E cosa definisce il confine stesso? In Silhouette, Hansen esplora la danza come un mezzo per esaminare proprio questo aspetto. L’artista in pratica si si esibirà dal vivo creando un dialogo pubblico con l’arte, spesso invitando il pubblico a contribuire in qualche modo, magari connettendosi a una realtà più immediata attraverso i video che mostrano la manipolazione dei media da frammenti in un insieme unitario.Come accade in un time-lapse video di un progetto di due giorni, chiamato Influenze nel quale Hansen dipinse trenta immagini sul suo torso, una sopra l’altra, ed ogni immagine rappresentava un’influenza nella sua vita. Completato il lavoro l’artista ha poi staccato dal suo corpo queste “sfoglie” di pittura riducendole ad una silhouette del proprio profilo. Per approfondire è consigliabile una visita al sito www.philinthecircle.com dove sono pubblicati diversi video delle performance di Hansen.
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