Unicef e la cultura dell’acqua e sapone. Ieri la giornata internazionale per la pulizia delle mani

Saperlo è importante e anche se da noi è prassi consolidata, lavarsi le mani, nel vero e proprio senso del termine, nel mondo non è altrettanto normale. Ieriin 80 Paesi s’è “celebrata” la “Giornata internazionale per la pulizia delle mani“. Per una volta, lavarsele non è una scappatoia, afferma l’Unicef di fronte a un problema, ma un modo per risolverlo. Milioni di bambini e di adulti, in tutto il mondo, sono stati coinvolti in iniziative di sensibilizzazione e di educazione all’igiene.”Perchè lavarsi le mani con acqua e sapone è uno dei mezzi di prevenzione più efficaci – continia l’Unicef – per contrastare la diffusione dei disturbi intestinali e delle malattie respiratorie acute, responsabili di tragedie tra i bambini sotto i cinque anni”. Per questo non è esagerato affermare che lavarsi le mani salva la vita prevenendo, tra altre, la polmonite e altre malattie respiratorie. Un dato dovrebbe indurre a riflessione: la polmonite è la prima causa di infezione al mondo con ciò che ne consegue tra i bambini. Insomma lavarsi le mani con il sapone è stato considerato come uno degli interventi più efficaci ed economici per fare prevenzione. Numerosi studi mostrano che lavarsi le mani all’interno di edifici scolastici, come le scuole elementari e gli asili nido, riduce l’incidenza di disturbi intestinali di una media del 30 per cento. “I tassi osservati nel mondo – relativi all’abitudine di lavarsi le mani – sono bassi. Quelli relativi a lavarsi le mani con il sapone nei momenti critici – prima di toccare il cibo e dopo aver utilizzato i servizi igienici – vanno da 0 al 34″, sempre secondo l’Unicef. (gm)

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