Al via il Festival di Roma, ma le mille scene fondamentali del Cinema si trovano in libreria
E’ ai nastri di partenza il Festival del film di Roma, l’attesa tra i cinefili, cresce e non è l’evento in sè che cattura l’interesse di chi ama davvero la settima arte quanto la speranza che da questa ennesima vetrina di storie e celebrità possa sortire l’opera fondamentale, il capolavoro che riscriva un pezzo di strada del cinema. E’ la speranza che s’accompagna sempre alle occasioni festivaliere, a Cannes come a Venezia, a Toronto come a Berlino. Gli eventi passano, i bei film restano a scandire sogni o a interpretare cose che pensavamo anche noi, magari senza riuscire a dirlo, o forse senza neppure saperlo. Non c’è dubbio che il cinema abbia occupato parte delle fantasie dell’uomo del XX secolo, le abbia interpretate e talvolta ne abbia costruito i ricordi fino a rendere esercizio normale associare la vita alle scene di un film, perchè si sa, i sogni di celluloide sono sempre più belli della realtà, oppure sono più intensi e sempre sono universali. Uno struggente addio? L’ultima scena di “Casablanca“. La paura allo stato puro? La doccia di “Psyco“. L’occupazione tedesca? La corsa disperata di Anna Magnani in “Roma città aperta“. E l’elenco potrebbe andare molto oltre, anzi va oltre. Arriva fino a mille quello messo assieme nel libro “Cinema – I mille momenti fondamentali” che proprio questi giorni è approdato nelle librerie. Edito da Il Castoro e curato da Chris Fujiwara, il ponderoso volume (800 pagine) raccoglie ciò che 63 autori di tutto il mondo (critici, scrittori, docenti, storici del cinema) hanno ritenuto fossero i 1000 momenti “memorabili” nella storia del cinema, quelli, cioè, giudicati profondi, essenziali, illuminanti o più significativi. Il libro non fa altro che convogliare una sorta di “sogno collettivo sul cinema”, restituito da un sessantatrè prospettive, suggestioni e riflessioni differenti sui film dalle origini a oggi. E i 1000 istanti raccolti dalla cinemtografia di tutto il mondo non sono necessariamente “il meglio di”, quanto una ricerca sull’emozione. C’è così l’osso che vola nel cielo lanciato dallo scimmione di “2001: Odissea nello spazio“; le scene ad alta temperatura erotica di “Ultimo tango a Parigi“, oppure, riferendosi a film più recenti, il monologo dell’orologio in “Pulp Fiction” e la pallottola al rallentatore di “Matrix“. I momenti sono divisi per categorie: ci sono le scene imperdibili; ci sono i film visti come momenti di svolta della del cinema; ci sono le interpretazioni uniche e irripetibili, le battute che hanno lasciato un segno. Insomma, ci sono gli eventi che più hanno influenzato il cinema nel suo complesso e di rflesso, la nostra vita.
© Riproduzione riservata
















