Orhan Pamuk presenta in Italia “Il museo dell’innocenza”

“Era l’istante più felice della mia vita e non me ne stavo rendendo conto”. Certi incipit sono dei veri capolavori, che sanno catturare il lettore [...]

“Era l’istante più felice della mia vita e non me ne stavo rendendo conto”. Certi incipit sono dei veri capolavori, che sanno catturare il lettore e condurlo attraverso le pagine alla scoperta del finale, che, nei veri capolavori, è già tutto lì, in quelle poche parole iniziali. Fa parte di questi casi l’incipit del nuovo romanzo dello scrittore turco Orhan Pamuk, che sabato è arrivato a Milano per presentare il suo nuovo romanzo, “Il museo dell’Innocenza” per i tipi dell’Einaudi. La nuova opera dell’autore che ha vinto il Nobel per la letteratura nel 2006. Si tratta di una storia d’amore, per la prima volta protagonista di un libro di Pamuk: Kemal e Fusun si amano nella Turchia degli Anni ’80, violando le leggi morali. Sullo sfondo Istanbul, la città più volte raccontata dallo scrittore, che diventa simbolo di un Paese sospeso tra Oriente e Occidente, tra rispetto della tradizione e voglia di modernità. Il romanzo fa parte di un particolare esperimento: si tratta infatti di un “libro-museo”. Pamuk ha creato a Istanbul, nell’antico quartiere di Cukurcuma, una casa dove compaiono tutti gli oggetti citati nella narrazione. Ci sono le sigarette sporche di rossetto di Fusun e il portacenere con il marchio dell’azienda di Kemal. Il progetto del museo impegna da un anno Pamuk, che per sei ha lavorato alla stesura del romanzo. In tutto sono esposti 700 pezzi, con tanto di poster e mappe (come quella che descrive il dolore d’amore che penetra nel corpo di Kemal, sulle spalle e nello stomaco). Pamuk è nato a Istanbul nel 1952. I suoi romanzi sono stati tradotti in più di 40 lingue e raccontano la Turchia tra fiaba e realtà. I più conosciuti in Italia: ”La casa del silenzio” (1993), “Il mio nome è rosso” (2000, premio Grinzane Cavour del 2002), e “Neve” (2004). (meg)

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